mercoledì 26 novembre 2014

Giacomo Alberione e gli strumenti della comunicazione sociale

Giacomo Alberione, sacerdote, sollecito per l’evangelizzazione, si dedicò con ogni mezzo a volgere gli strumenti della comunicazione sociale al bene della società, facendo dei sussidi per annunciare più efficacemente la verità di Cristo al mondo, e fondò per questo la Congregazione della Pia Società di San Paolo Apostolo.


Paolo VI lo ha definito «una meraviglia del nostro secolo», altri un «industriale del Vangelo». Sicuramente è stato un grande personaggio della storia sociale italiana e della storia della Chiesa. Grazie a lui il mondo cattolico si è inserito nel mercato dei mass media con strumenti e prodotti culturali competitivi.
Don Alberione nasce il 4 aprile 1884 in una squallida casa di contadini a San Lorenzo di Fossano (Cuneo).  E morirà il 26 novembre 1971, in una semplice stanzetta dai gusti francescani nella Casa generalizia della Pia Società San Paolo di Roma, senza aver riconosciuto il Papa Paolo VI che si era recato al suo capezzale per rendere l’ultimo omaggio a chi aveva fondato ben cinque congregazioni religiose, più quattro istituti aggregati all’Unione Cooperatori Paolini. Il papa San Giovanni Paolo II lo ha dichiarato beato il 24 aprile 2003. Il 27 novembre è la sua memoria liturgica.
Antesignano della comunicazione globale, era un lavoratore infaticabile, ma anche organizzatore perfetto e manager d’eccezione. «Famiglia Cristiana», sua straordinaria creatura che nacque il 25 dicembre 1931, ha scritto: «L’intuizione di don Alberione non sta tanto nell’aver utilizzato i mezzi più celeri ed efficaci della comunicazione sociale come strumenti di apostolato, quanto nell’aver adottato integralmente il metodo industriale, che si tira dietro, per sua natura, l’obbligo di aggiornamento continuo e la complementarità di molti settori. È l’industria al servizio della Chiesa; è la rinunzia definitiva a un certo tipo di artigianato; è soprattutto la rinunzia all’arrangiamento. Libri, giornali, ecc., oltre che fatti a scopo di bene, devono essere fatti secondo tutte le regole».
La professionalità era il suo stile, con cui ha fondato un impero editoriale di dimensioni intercontinentali.
«L’unica sconfitta nella vita», lascia scritto, «è cedere alle difficoltà, anzi l’abbandono della lotta. L’uomo se muore lottando, vince, se abbandona la lotta è un vinto».
P. Vincenzo Di Blasio

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«La storia non è utile perché in essa si legge il passato, ma perché vi si legge l’avvenire» (M.D’Azeglio)
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