mercoledì 19 novembre 2014

"Sportello voce": le pratiche della pensione spiegate nella Lis

A Roma, zona Tuscolano e Eur, i due primi sportelli Inps per persone sorde, gestiti da dipendenti sordi. Useranno la lingua italiana dei segni e saranno affiancati da esperti. Tre mesi di sperimentazione, poi estensione a tutto il territorio nazionale. Sono 42.671 gli utenti Inps con disabilità uditive


 “Inps”, nella lingua dei segni italiana, si indica con tre battiti di dita su una mano: rappresenta il gesto di mettere le marche da bollo su un documento. Una parola ripetuta tante volte all'inaugurazione dello “Sportello Voce” della sede Eur dell'Istituto di previdenza Sociale: il secondo, a una settimana da quello della sede Tuscolano. 

I battiti di mani si mescolano alle mani alzate e ruotate per applaudire. L'entusiasmo è palpabile, gli otto addetti al servizio, dipendenti sordi dell'ente, si sentono investiti di un compito importante e simbolico, dare consulenza alle persone sorde per quanto riguarda le questioni pensionistiche utilizzando la Lis (Lingua dei segni italiana), caso unico in Italia. Sono infatti 42.671 gli utenti Inps italiani con disabilità uditive, quasi quattromila nel solo Lazio. “In passato capitava che dovessi correre per fare da interprete per qualche persona allo sportello – racconta Felice, uno degli addetti – e c'era sempre il rischio di qualche equivoco nell'interpretazione”.
Il servizio è partito in via sperimentale nelle due sedi romane, ma il direttore generale Mauro Nori ha già dichiarato di voler estendere il servizio a tutta l'Italia. A tutti gli utenti potenzialmente interessati al servizio sarà inviata una lettera con la comunicazione dell’avvio dell’iniziativa, la sede, gli orari e i giorni di apertura dello Sportello (primo e terzo mercoledì del mese a Tuscolano, secondo e quarto giovedì all'Eur) oltre alla mail e i numeri di telefono DTS (telefoni con dattiloscrittura) ai quali possono far riferimento per prendere un eventuale appuntamento con l’Inps.
Ogni sede sarà aperta due volte al mese, una su appuntamento e una ad accesso libero  oggi gli incontri fissati sono otto.
“Un incontro è durato due ore, in altri casi, quando si tratta di spiegare semplicemente il funzionalmento del pin per accedere ai servizi online, si fa anche in mezz'ora”, spiega Rita Di Paola, direttrice della sede Eur – ma è doveroso farlo, si è realizzata un'integrazione interna, fra dipendenti, e con l'esterno, verso persone che avevano sempre subito barriere comunicative. Mi ha colpito la partecipazione e i sorrisi che vanno ben al di là del dovere lavorativo”. “Abbiamo fatto dei corsi di formazione specifici – racconta Anna Muscio, della sede Tuscolano – molto interessanti, per poter venire incontro alle esigenze dell'utenza, e poi siamo affiancati da un esperto tecnico della materia”.
Rita Mazzocchi provò otto anni fa a fornire un servizio per persone sorde “ma a titolo del tutto personale – racconta -, avevo studiato arabo e poi la Lis. Invece ora stiamo portando avanti un progetto strutturato, che valorizza le conoscenze delle persone sorde che lavorano nel nostro ente”.
“Fino ad ora i dipendenti sordi rischiavano di essere sottoutilizzati – dice Mena Paola Ciarmela, responsabile del team per l'utenza disagiata – mentre con questo sportello vengono valorizzate le loro professionalità”. E gli otto addetti ne sono ben consapevoli, nello spiegare l'importanza di questo piccolo passo verso l'abbattimento delle barriere, unico in Italia (unica in Europa a non aver riconosciuto la Lis come lingua), nel sottolineare che si dice “sordi” e non “sordomuti o non udenti - sottolinea Marco Gobbi - e se gli stranieri hanno diritto a un interprete non vedo perché noi no, per questo faremo una manifestazione nazionale il prossimo 20 novembre”, e che quando è nata l'idea di questo sportello tutte le persone sorde dell'Inps hanno aderito entusiasticamente, conoscendosi già tramite l'Ente e l'Istituto statale dei Sordi.
“Si sta perdendo il sentimento pubblico e lo si ritrova in questo servizio – commenta Ivano Spano, commissario dell'Istituto nazionale dei Sordi, che ha collaborato a prendere i primi appuntamenti e si dichiara disponibile a una collaborazione ad ampio respiro -, dove ogni cittadino può essere attivo e partecipe nella gestione della cosa pubblica, con lavoratori che vivono sulla propria pelle, come gli utenti, il disagio dell'accessibilità”.
La sperimentazione, nata a costo zero grazie a una riorganizzazione delle risorse umane, durerà tre mesi, per poi essere estesa a tutto il territorio nazionale  con l'uso della comunicazione virtuale tramite Lis in videochiamata sul web. 
© Copyright Redattore Sociale - 16 novembre 2014

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