venerdì 24 maggio 2013

La diffusione della sordità infantile (epidemiologia)

L'epidemiologia è la "scienza" che ha per compito lo studio della salute e delle malattie in seno alle popolazioni, in relazione all'ambiente ed al loro modo di vita. Ciò allo scopo di individuare le cause determinanti, le forme morbose, il ritmo e l'intensità con cui queste ultime si manifestano e le condizioni che le ostacolano o le favoriscono.

In epidemiologia il termine di prevalenza indica il numero dei malati di una data malattia presenti nella popolazione in un determinato momento mentre il termine incidenza rappresenta il numero di nuovi casi di malattia che si manifestano in quella popolazione in un determinato periodo di tempo.

Lo studio epidemiologico della sordità è un tema complesso, difficoltoso e soggetto a continua revisione.

È difficile, infatti, valutare con precisione le variazioni di incidenza e prevalenza tra le popolazioni in quanto numerose variabili di ordine geografico, climatico, etnico e sociale non permettono il confronto tra i dati rilevati. In base ai dati estrapolati da diverse ricerche (non sempre concordanti nel risultato anche per i criteri di ricerca non uniformi), la prevalenza della sordità nei paesi "avanzati" come l'Italia è di circa il 5 per mille, indipendentemente dalla causa e dall'età di insorgenza.

La sordità infantile alla nascita ha invece un'incidenza dello 1,5 per 1.000 nati, ma raggiunge per i bambini con fattori di rischio audiologico, il 4-5%. L'incidenza della sordità infantile è variabile anche in base all'età del paziente al momento della rilevazione. Questo fatto deve essere preso in considerazione in quanto alcuni tipi di sordità presentano un carattere evolutivo. Bisogna quindi distinguere l'incidenza della sordità nei primissimi anni di vita da quella che viene riscontrata durante l'età scolare.


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"Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità", ideato, fondato e diretto da Franco Zatini

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