giovedì 13 dicembre 2012

La Carta dei servizi per il superamento delle barriere comunicative

Manifestanti affetti da SLA, che si esprimono attraverso la lavagna, con cartelloni e striscioni di protesta sotto il ministero delle Finanze a Roma (Ansa).C’è ancora tanto da fare per superare le barriere fisiche, perché chi è disabile possa vivere in un mondo e in uno spazio che non lo penalizzi ulteriormente. Ma oltre alle barriere fisiche ci sono le barriere comunicative. Cose molto concrete, che migliorerebbero, e di molto, la qualità della vita. Sarebbe bello, per esempio, se un non vedente potesse utilizzare un bancomat senza avvalersi di un accompagnatore, se un non udente potesse andare al cinema e godersi un film sottotitolato.
 

Tutto questo potrebbe diventare un diritto e non un optional grazie alla Carta dei servizi per il superamento delle barriere comunicative, promossa dal Consiglio nazionale degli utenti (Cnu), con le Associazioni di persone con disabilità e presentata a Roma. Nella carta vengono fissati una serie di principi, in materia di comunicazione e a vantaggio delle persone con disabilità, che dovranno costituire un modello di riferimento per tutti i soggetti interessati. Televisioni, banche, erogatori di servizi di telefonia e in generale di servizi pubblici.

È istituito a questo scopo presso il Consiglio nazionale degli utenti un Tavolo permanente di confronto sulla disabilità, al quale partecipano il Consiglio nazionale degli utenti, le Associazioni di persone con disabilità, l’Agcom ed il Dipartimento per le Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico, che dovrà monitorare l’applicazione di questa piattaforma di intenti. Il principio fondamentale su cui si basa la carta è quello della non discriminazione. Le informazioni devono essere accessibili a tutti, anche ai disabili, predisponendo tecnologie e strumenti adeguati.

La carta stabilisce che si debba intervenire in primo luogo con la formazione, sia delle persone con disabilità sia degli operatori della comunicazione. Anche le scuole di giornalismo, per esempio, dovranno programmare corsi specifici, e così gli enti che operano nella telecomunicazione. Il servizio di sottotitolatura dovrà essere esteso ai cinema e ai teatri, mentre dovrà essere ampliato il numero dei programmi televisivi sottotitolati, compresi i programmi in diretta e dedicati ai bambini. Prevista l’apertura di bancomat e postamat accessibili ai non vedenti e un numero unico telefonico gratuito riservato alle persone con disabilità e collegato a tutti i servizi di pubblico interesse.
Simonetta Pagnotti  da Famiglia Cristiana


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