lunedì 17 dicembre 2012

INTERVISTA: LA PAROLA ALL’ANIOS (Ass. Naz. Interpreti di lingua dei Segni Italiana)

“Sono 70 mila in Italia i sordi cosiddetti prelinguali, diventati tali prima dell’apprendimento di una lingua.
Non ci sono dati ufficiali, ma non è azzardato dire che intorno al 50- 60% di questi usa la LIS, la lingua dei segni”.
Cosi inizia a raccontarci la sua esperienza Marcello Cardarelli, il presidente dell’ANIOS, l’associazione degli interpreti di lingua dei segni italiana, che quest’anno festeggia i suoi 25 anni di età.


Presidente, di cosa si occupa esattamente l’ ANIOS?L’Anios associazione interpreti di lingua dei segni italiana” è un’associazione nazionale professionale senza finalità di lucro che rappresenta tutti gli interpreti aventi quali lingue lavorative almeno l’italiano e la lingua dei segni italiana (LIS).
Noi offriamo consulenza didattica, linguistica e scientifica nell’ambito dell’interpretazione della LIS; promuoviamo attività di studio, di ricerca, convegni internazionali e nazionali, di formazione; svogliamo costantemente attività di aggiornamento professionale e di informazione sull’attività di interpretazione e sulla figura professionale. Anios ha un codice deontologico al quale tutti gli associati devono attenersi, eventuali violazioni vengono accertate e sanzionate da un apposito Collegio dei Probiviri.
La nostra sede è ospitata all’interno dell’Istituto Statale dei Sordi di Roma in Via Nomentana, 56.

Come si sostiene l’ associazione?Anios è organizzato in Consigli Regionali, tutte le cariche sono ricoperte da interpeti LIS che offrono il loro impegno all’associazione in maniera volontaria e gratuita, l’associazione vive con il sostentamento che deriva dall’attività di tesseramento dei nostri associati.

Che cosa è la LIS?Le lingue dei segni sono lingue storico-naturali sviluppatesi secondo una modalità visivo-gestuale che si adatta perfettamente al canale comunicativo integro delle persone sorde.
La Lingua dei Segni non è una lingua universale ma, essendo una lingua naturale, trova le sue radici nel contesto, nella cultura e nella comunità in cui nasce. Tante sono le lingue vocali, altrettante le lingue dei segni, dialetti o varianti regionali comprese.
In Italia viene usata le LIS – Lingua dei Segni Italiana.
Che la lingua dei segni sia una lingua a tutti gli effetti ormai non ci sono dubbi,ricerche scientifiche a carattere nazionale ed internazionale hanno confermato la valenza linguistica di tale forma comunicativa; così come le altre lingue vocali, la lingua dei segni attiva i percorsi neuronali classici impegnati nell’emisfero sinistro e inoltre utilizza ulteriori percorsi neuronali attivando facoltà visivo-spaziali afferenti all’emisfero destro.
Se nella lingua vocale un insieme di fonemi da origine ad una parola, nelle lingue dei segni la combinazione di cheremi, altresì detti parametri formazionali, compongono un segno. Possiamo quindi scomporre un segno nei quattro parametri che sono: la configurazione, ovvero la forma che prende la mano, il luogo dove viene eseguito il segno, il movimento della mano e l’orientamento che il palmo della mano prenderà durante l’esecuzione del segno.
Oltre alle componenti manuali esistono altre componenti del segno dette non-manuali che possiamo trovare nella struttura segnica e sintattica di tutte le lingue dei segni. Queste sono l’espressione facciale, la postura del corpo, i movimenti delle spalle, degli occhi delle labbra e della testa.

Quanti interpreti ANIOS ci sono in Italia?Anios ha attualmente un centinaio di iscritti che vivono e lavorano nella gran parte delle regioni italiane.

Se una persona ha bisogno di un interprete LIS come fa a essere sicura di scegliere una persona qualificata? Ci può fare un profilo di un interprete professionale dei segni che lo distingua dagli interpreti occasionali?Un interprete LIS è un professionista formato che ha seguito un percorso di studi per affrontare questa difficile professione. Percorso che, analogamente a quello delle lingue vocali, inizia con i corsi di conoscenza della lingua dei segni e si conclude con un corso interpreti di lingua dei segni italiana.
Corso interpreti che per essere realmente formativo deve avere docenti, programmi validi con contenuti e numero di ore sufficienti a formare i nuovi interpreti.
Anios nel 2007 ha stilato un proprio profilo professionale proprio per cercare di dare un indirizzo sulla formazione degli interpreti LIS.
Purtroppo in Italia si assiste ad un proliferare di corsi che non formano realmente gli interpreti LIS e a molti che si improvvisano in questo ruolo senza averne il titolo. Essere madrelingua o bilingui in LIS non fa di una persona un’interprete, così come non lo fa in nessuna altra lingua del mondo. Anios per questo motivo fin dal 2000 si è dotata di una prova di idoneità professionale, giudicata da una commissione esaminatrice, che da diritto all’accesso all’associazione, prova che nel tempo è diventata sempre più articolata sia sulle tecniche acquisite che sul comportamento etico e deontologico. Dal prossimo anno Anios introdurrà i crediti formativi ai quali gli associati saranno tenuti ad ottenere attraverso corsi di aggiornamento.
E’ inoltre disponibile da pochi giorni sul nostro sito internet www.anios.it una funzione di ricerca degli interpreti per provincia dove è possibile avere i contatti degli interpreti LIS. Il servizio è disponibile anche su tablet e smartphone.
In generale un potenziale utente può chiedere all’interprete che contatta se è iscritto ad una associazione nazionale di categoria e un curriculum vitae

Quali sono nella maggioranza dei casi le situazioni in cui una persona sorda fa richiesta di un interprete LIS?Le persone sorde possono richiedere un interprete LIS per tutte le situazioni della vita quotidiana. Gli interpreti LIS professionali sono formati per tradurre in tutte le situazioni che siano di conferenza o di trattativa.
Attualmente registriamo una maggior richiesta per le situazioni ufficiali come quella di conferenza o l’ambito universitario, minore per i servizi di trattativa.
C’è da considerare che l’interprete lis nell’attuale situazione italiana è a carco della committenza, che sia un’azienda o una persona sorda. Oggi in Italia gli interpreti LIS sono dei liberi professionisti che emettono fattura o nota spese, l’incidenza della tassazione è molto alta (circa il 50%) e non c’è copertura in caso di malattia o infortuni, in pratica se ti ammali non hai guadagni, e il lavoro è sempre più saltuario, considerando che le esigenze di formazione continua è sempre maggiore e che queste hanno dei costi che sono a carico dell’interprete.
Registriamo negli ultimi anni un aumento dell’abbandono della professione a favore di lavori che danno certezze maggiori. Molto spesso tutte questo non è facile da far capire alla committenza, ma se aumenta la tendenza all’uso di interpreti occasionali, di giungla formativa e quindi meno opportunità di lavoro per chi ha deciso di farne il proprio lavoro, si rischia di avere sempre meno interpreti professionali, con tutte le conseguenze in termini di accessibilità che questo comporta.
C’è necessità di mettersi a tavolino tutti per cercare di creare un piano formativo credibile, funzionale, che elimini figure ibride ed equivoci; si deve far chiarezza verso l’utenza e verso chi vuole are questo lavoro chi è un interprete LIS e i suoi campi di impiego. Questo va fatto cercando di avere una visione d’insieme e a lungo termine attraverso interventi efficaci, perché in questo clima la professionalità rischia di diminuire in maniera consistente ed il danno ce l’hanno le persone sorde e chi fa questo lavoro con passione e sacrifici.

Il servizio di interpretariato non dovrebbe essere gratuito? ci spieghi la situazione italiana e quella internazionale…Dovrebbe essere un servizio per le persone sorde di accessibilità ed integrazione come avviene nel resto dell’Europa, soprattutto del nord.
In diversi paesi europei l’accessibilità è garantita alle persone sorde, abbiamo esempi eccellenti in Germania, Danimarca, nei paesi scandinavi, in Belgio, in Olanda.
In questi paesi ci sono servizi di interpretariato gratuiti per le persone sorde, garantiti direttamente allo Stato o attraverso il sostegno di questo. L’accessibilità è garantita al 100% con interpreti formati addirittura in ambito universitario,garanzie che valgono come per qualsiasi altra professione, con albi professionali riconosciuti dallo Stato,tutte cose che da decenni speriamo che si attuino anche in Italia. E’ triste confrontarci con i nostri colleghi europei e vedere che da loro è una professione come tutte le altre mentre da noi è ancora considerata un’attività quasi da volontari.
In Danimarca per esempio il servizio è garantito al 100% attraverso coordinamenti municipali, anche grazie all’uso di nuove tecnologie come le app per prendere gli appuntamenti lavorativi. Se confrontati con la nostra realtà sembra fantascienza, sembra un altro mondo.
In Italia mancano servizi, l’art. 9 della legge 104/92 parla di servizi di interpretariato a cura di comuni ed ASL nei limiti di bilancio, ma la norma non ha avuto finora attuazione se non in alcuni casi sporadici come in alcuni comuni delle Marche, anche grazie ad una lungimirante legge regionale, la n. 18/1996 che permette ai comuni di presentare progetti finanziati dalla Regione per costituire servizi di interpretariato gratuiti per le persone sorde nel territorio.
In tutta Europa, dove sono stati attivati servizi di accessibilità da parte dello Stato o sostenuti da questo, si è visto un incremento della richiesta. La domanda c’è anche in Italia, bisogna attivare i servizi e creare una rete con le istituzioni. E parallelamente organizzare piani formativi, possibilmente di livello universitario, per la formazione degli interpreti LIS.
Anios fa parte del Forum Europeo degli Interpreti di Lingua dei Segni (efsli), lo scorso anno per la prima volta in Italia abbiamo organizzato la Conferenza Europea degli interpreti di Lingua dei Segni, quest’anno una nostra associata, Marinella Salami è diventata presidente di efsli. Per la seconda volta l’Italia, in 20 anni di associazione europea, ha un suo presidente,a nessun altra nazione è accaduta una cosa del genere. In Europa ci apprezzano, nonostante le difficoltà e le condizioni di lavoro impossibili, e ci chiedono le ragioni di una situazione simile nel nostro paese.

E’ Natale: che regalo vorrebbe l’ ANIOS dal Governo?Regole certe per la formazione e per lo svolgimento della professione di interprete LIS.
Un provvedimento che dia attuazione al primo comma dell’art.9 della legge 104/92, che dia maggiore accessibilità nella vita di tutti i giorni. Venti anni di attesa sono troppi per un paese civile.
E poi un regalo dall’Italia in generale, capire che la molteplicità delle lingue sono una ricchezza da conservare e non da eliminare, la libertà di scelta è un valore da difendere sempre. Avere una lingua in più riconosciuta da’ ricchezza culturale a tutto il Paese.
Gli interpreti LIS sono pronti, ci siamo per fornire tutta la nostra esperienza, che ci viene anche dal confronto con gli altri paesi europei.

Obiettivi per il 2013…Intanto a febbraio introduciamo i crediti formativi obbligatori per i nostri associati, il che significa maggiori garanzie di qualità degli interpreti, è un bel lavoro ma di una difficoltà estrema e c’è bisogno di aggiornarsi continuamente.
Poi non cediamo sui fronti per noi caldi: profilo professionale unico e percorsi formativi standard in tutta Italia, riconoscimento formale della nostra professione, riconoscimento dei diritti delle persone sorde e delle loro famiglie di scegliere l’accessibilità e l’integrazione anche attraverso la LIS e la creazione di servizi di interpretariato dando attuazione al primo comma dell’art.9 della l.104/92.

A cura di C.S.
Fonte. ileanaargentin.it

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