domenica 16 febbraio 2014

Manifesto di priorità del Forum Europeo dei Disabili con ok da parte del Parlamento europeo

L' 11 febbraio 2014, il Forum Europeo dei Disabili (The European Disability Forum, EDF) ha presentato il suo "manifesto" sulle elezioni europee 2014 presso il Parlamento europeo. L'evento è stato organizzato, in collaborazione con il Gruppo Europarlamento europeo Disabilità e raccolto un sacco di deputati, tutti loro hanno espresso il loro pieno sostegno alle priorità chiave dell' EDF manifesto con titolo in versione inglese "The key priorites of the disability movement".

L'Europarlamentare Adam Kosa, che è anche il Presidente del Gruppo Europarlamento Disabilità europeo, ha aperto la manifestazione insieme con il Vice-Presidente dell'intergruppo,eurodeputato Richard Howitt .

"Nel prossimo mandato della Commissione europea, abbiamo bisogno di una direzione a pieno titolo sui temi della disabilità e speriamo che raggiungeremo questo. 'Tempo di portare un reale cambiamento per la vita delle persone con disabilità", ha detto l'eurodeputato Adam Kosa . "Non abbiamo protetto le persone con disabilità durante la crisi e questa è una profonda vergogna per i nostri paesi e per l'Europa. Siamo delusi dal fatto che la Commissione europea non ha pubblicato la proposta di legge europea sull'accessibilità, ma non è troppo tardi! ", Ha detto l'eurodeputato Kosa.

Richard Howitt sottolineando che "la ratifica del Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità è anche nel nostro progetto per i prossimi 5 anni. "

Il Prof. Yannis Vardakastanis, Presidente dell'EDF ha presentato il manifesto che esprime le aspettative del movimento della disabilità: "Il progresso era stato fatto a livello legislativo, ma a causa della crisi, la situazione reale delle persone con disabilità è peggiorata. Abbiamo bisogno del sostegno forte del Parlamento europeo e di tutti i candidati deputati durante la campagna elettorale per promuovere un drastico cambiamento di politica per cui risanamento delle finanze pubbliche non è a scapito dei diritti fondamentali e la coesione sociale nell'UE e fare a non creare più esclusione per coloro che sono già esclusi. Vogliamo che le persone con disabilità di partecipare pienamente al processo democratico ed essere in grado di godere della loro diritto di voto. "

Il Presidente del Gruppo Socialisti & Democratici, eurodeputato Hannes Swoboda impegna a spingere la Commissione europea circa l'atto europeo sull'accessibilità: "Voglio proporre ai miei colleghi, gli altri presidenti dei gruppi politici del Parlamento europeo, di scrivere una lettera alla Commissione europea a spingere per la proposta di atto europeo sull'accessibilità che sarà pubblicato oggi. Questa è la mia promessa. "

L'Eurodeputato Jorgo Chatzimarkakis ha sottolineato l'importanza dell'inclusione di 80 milioni di cittadini europei con disabilità, che rappresentano il 16% della popolazione dell'UE: "Le persone con disabilità sono un elettorato che non può essere ignorato."

Il Parlamento Europeo approva le priorità del Manifesto presentato dal Forum Europeo dei Disabili

Adam Kosa, eurodeputato sordo

Quel che chiediamo all’Europa e ai suoi nuovi ParlamentariUn Manifesto in sei punti, elaborato dal Forum Europeo della Disabilità e rivolto a tutti coloro i quali si candideranno alle prossime Elezioni Europee del 22-25 maggio, per far sì che nei loro programmi vengano inclusi alcuni fondamentali princìpi riguardanti le persone con disabilità e le loro famiglie

Mano che inserisce una scheda nell'urna delle elezioni europeeSono esattamente sei e tutti estremamente significativi, i punti che compongono il Manifesto elaborato in questi giorni dall’EDF – il Forum Europeo della Disabilità che rappresenta milioni di persone con disabilità di tutta Europa -, documento rivolto a quanti si candideranno alle prossime Elezioni Europee del 22-25 maggio, per far sì che nei loro programmi vengano inclusi alcuni fondamentali princìpi riguardanti le persone con disabilità e le loro famiglie. Li elenchiamo qui di seguito.

1. Promozione di un’Europa inclusiva, sostenibile e democratica

L’EDF insiste per un’Europa che abbandoni le politiche di austerità, rimettendo al centro della propria azione le persone, l’inclusione, la solidarietà, l’uguaglianza e la legittimità democratica. Viene ritenuta questa l’unica strada possibile, per riguadagnare la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni europee.

2. La riforma delle politiche economiche e sociali del Vecchio Continente assicuri la tutela e il godimento dei diritti dei cittadini europei con disabilità

A causa di tagli senza precedenti nella spesa sociale – è l’analisi dell’EDF – milioni di persone con disabilità sono venute a trovarsi in una situazione di povertà ed esclusione sociale. Ma i servizi sociali sono fondamentali per consentire alle persone con disabilità di condurre una vita indipendente e di partecipare pienamente alla società, ciò che è garantito dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dall’Unione Europea come organismo a sé stante e anche da venticinque dei ventotto Paesi che ne fanno parte. Come si può vedere negli elenchi qui in calce, mancano ancora all’appello della ratifica la Finlandia, l’Irlanda e l’Olanda.

3. Rendere accessibili per tutti i beni e i servizi

Per ottenere questo risultato, l’EDF indica alcuni strumenti necessari, vale a dire:
- l’European Accessibility Act, norma continentale a dir poco attesa, sull’accessibilità dei beni e dei servizi nel mercato interno europeo;
- la proposta di una Direttiva Europea sull’accessibilità dei siti internet pubblici;
- l’accessibilità dei servizi di trasporto e delle infrastrutture;
- la rimozione di tutti gli ostacoli alla libertà di movimento delle persone con disabilità e dei loro familiari;
- rendere i fondi europei liberamente accessibili anche alle persone con disabilità.

4. L’adozione di una Direttiva, già oggetto di proposta, contro tutte le discriminazioni

È urgente, secondo l’EDF, che l’Unione Europea adotti una Direttiva già oggetto di proposta, così come è stata emendata dal Parlamento Europeo, che rafforzi la tutela delle persone con disabilità (considerate insieme ad altri gruppi) nei confronti delle discriminazioni, in ogni momento della vita e del lavoro.

5. Rapida ratifica da parte dell’Unione Europea e di tutti quegli Stati Membri che non l’abbiamo ancora fatto, del Protocollo Opzionale alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità

Il Protocollo Opzionale alla Convenzione ONU consente al Comitato sui Diritti Umani delle Persone con Disabilità di ricevere anche ricorsi individuali – di singoli o di gruppi di individui – e di avviare eventuali procedure d’inchiesta. Si tratta insomma di uno strumento che rafforza certamente l’implementazione della Convenzione stessa. L’EDF chiede pertanto sia all’Unione Europea come organismo a sé stante – che al momento ha solo ratificato la Convenzione – sia agli Stati Membri che non lo abbiano ancora fatto (Bulgaria, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Olanda, Polonia, Repubblica Ceca e Romania) di procedere quanto prima.

6. Rivedere i meccanismi istituzionali e normativi europei, in modo tale che tutti tengano conto dei princìpi fissati dalla Convenzione ONU, avvalendosi altresì del contributo diretto delle persone con disabilità

In tal senso l’EDF sottolinea che l’Unione Europea ha l’obbligo di implementare attivamente la Convenzione ONU, sia rispetto ai propri meccanismi interni, sia rivedendo e modificando tutte le leggi e le prassi esistenti che discriminano le persone con disabilità, sia infine elaborando nuove norme, politiche e programmi sempre in linea con la Convenzione.
Stefano Borgato. Fonte: superando.it

MANIFESTO
1. Promozione di una visione di un’Europa inclusiva, sostenibile e democratica;
2. Riforma delle politiche economiche e sociali UE per garantire la protezione e il godimento dei diritti umani dei cittadini europei con disabilità;
3. Beni e servizi accessibili a tutti;
4. Adozione della proposta di direttiva generale di non discriminazione;
5. Ratifica da parte dell’UE e da parte di tutti gli Stati membri del Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità;
6. Creazione di meccanismi all’interno delle istituzioni dell’UE che integrino la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, garantendo nel contempo il coinvolgimento delle persone con disabilità.
Fonte: west-info.eu
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