sabato 14 maggio 2016

«Nata sorda ora mia figlia ci sente»

Lourdes, mercoledì 11 maggio. Sono le 20,30. Una bambina di sei anni, sorda dalla nascita, sta giocando con Giuseppe Secondi, il direttore del pellegrinaggio dell’Unitalsi lombarda che ha portato nella città delle apparizioni mariane 225 pellegrini provenienti dalle parrocchie della sottosezione Milano Sud-Ovest. «Quando dico alla piccola che non posso più giocare con lei perché un impegno mi attende, torna dalla mamma e la vedo togliersi gli apparecchi acustici senza i quali è condannata alla sordità – racconta Giuseppe –. All’invito della madre a rimetterli, risponde: 'Ci sento bene, non mi servono più'».

La voce del direttore del pellegrinaggio, che abbiamo raggiunto ieri a Lourdes a poche ore dal ritorno del gruppo in Italia, è colma di gioia, commozione, trepidazione. Gratitudine. «Sono i sentimenti di tutti i pellegrini», testimonia Giuseppe. Quegli stessi sentimenti, elevati all’ennesima potenza, abitano la voce e il cuore della mamma, che non si sottrae alla richiesta di raccontare, mentre si prepara ad andare all’aereo che ieri sera le ha riportate a casa. «Sì, mia figlia è sorda praticamente dalla nascita – spiega la donna –. È nata di 26 settimane, il giorno di Natale del 2009. Doveva venire alla luce all’inizio di aprile. Pesava 800 grammi. Ha passato tre mesi al Gaslini di Genova. Per salvarla le hanno dato medicine che le hanno provocato alcune emorragie cerebrali e le hanno 'bruciato' i canali uditivi. Gli esami hanno accertato che è affetta da sordità profonda a entrambe le orecchie. Gli apparecchi acustici le sono necessari».

La donna è venuta a Lourdes con la bambina, che è la primogenita, il secondogenito e la suocera, «mentre il nostro bimbo più piccolo, che ha appena 11 mesi, è rimasto a casa con mia madre e mio marito, al quale il lavoro ha impedito di venire». Vivono in Liguria e si sono aggregati al pellegrinaggio lombardo. «Una mattina mi sono detta: devo portare mia figlia a Lourdes. Per ringraziare la Madonna che l’ha protetta: rischiava la vita, ce l’ha fatta ed è una bimba serena e felice. Ma anche per chiedere sostegno, per trovare la forza di affrontare, lei, io, tutti noi, questo cammino di vita così esigente». Così, eccoli iscritti al pellegrinaggio iniziato l’8 maggio e conclusosi ieri. «È la prima volta che veniamo a Lourdes. Ed è stata un’esperienza toccante e bellissima», confessa la donna.


Mercoledì sera, l’inatteso. «Ho sentito battere fortissimo il cuore, quando l’ho vista venire verso di me dicendo: 'Ci sento bene, mamma, gli apparecchi non mi servono più'. E davvero ho l’impressione che senta meglio, senza. I bambini non mentono. E mia figlia non se li sarebbe mai tolti senza motivo». La notizia si è subito diffusa fra i pellegrini, «le abbiamo fatto festa e non smettiamo più di farla – incalza Giuseppe –. La vediamo ridere, scherzare, sembra un’altra bambina». Riprende la mamma: «Io credo, ho fede: altrimenti non sarei venuta a Lourdes. Ma voglio stare con i piedi per terra. Voglio le prove della scienza. Perché non si scherza, su queste cose». Così, ieri, la piccola è stata portata al Bureau des Constatations Médicales di Lourdes (che non ha rilasciato dichiarazioni). «Vogliono tutta la documentazione antecedente, e ne vogliono di nuova. Per coincidenza, domani (oggi per chi legge, ndr) abbiamo un’audiometria, programmata nella prospettiva – che pareva necessaria – di dare alla bambina apparecchi nuovi più potenti. Ecco: io non so ancora dare un nome a quello che è successo. So solo che è da approfondire. E che è qualcosa di bello». A dare un nome ci prova, sempre da Lourdes, don Giovanni Frigerio, assistente dell’Unitalsi Lombarda: «Io la chiamo guarigione. Quale, come, perché, lo spiegheranno altri. Io so che qui arrivano tante persone provate nel corpo e nello spirito, che ripartono rigenerate, per riprendere il cammino della vita piene di speranza e di grazia ». «Ho fatto trenta viaggi a Lourdes – si congeda Secondi – e ho visto tante cose, e dolorose, e commoventi. Ma così, mai. Questo è davvero il pellegrinaggio della misericordia».
Lorenzo Rosoli da avvenire.it


Da Sestri Levante a Lourdes, ritrova l’udito
Anna (nome di fantasia, ndr) ha sei anni, è nata a Sestri Levante il giorno di Natale del 2009, prima di tre fratelli. Fino a ieri, parlava con difficoltà, come fanno i sordomuti. Adesso sta scoprendo il mondo dei suoni: «Ogni rumore che avverte la sorprende, vuole sapere cosa sia – racconta chi le è stato vicino in questi giorni – ed è incredibilmente felice».              

Anna, tre giorni fa (12 maggio 2016), era a Lourdes, dove i genitori si erano voluti recare in pellegrinaggio con l’Unitalsi, non per chiedere un miracolo, ma come ringraziamento a Dio perché la loro primogenita era viva e stava crescendo serena, malgrado quel grave problema all’udito che andava sempre più peggiorando. Ieri, era in programma una visita al Gaslini per cambiare l’apparecchio acustico che le consentiva di comunicare col mondo.

Anna adesso ci sente, le certezze si devono fermare qui, come per ogni vicenda che riguarda le guarigioni «inspiegabili» di Lourdes. Il suo caso è stato preso incarico immediatamente dal “Bureau des Constatations Medicales” di Lourdes, un organismo composto da medici, infermieri e specialisti non solo cattolici, aperto a tutte le religioni. Il Bureau – come è di prassi – ha richiesto tutta la documentazione antecedente alla data della presunta guarigione ed ha proposto nuovi esami audiometrici. «Mediamente, il tempo necessario per il vaglio approfondito di una pratica è di 5 anni – spiega Gemma Malerba, responsabile Unitalsi di Genova e della Liguria – al termine dei quali avviene il pronunciamento: i medici sanciscono se, allo stato attuale delle conoscenze mediche, una guarigione si deve definire “inspiegabile”».

La piccola si trovava insieme alla sua famiglia a Lourdes nell’ambito di un pellegrinaggio organizzato dalla Sezione Lombarda dell’Unitalsi (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali) che ha portato nella città delle apparizioni mariane 225 pellegrini provenienti dalle parrocchie della sottosezione Milano Sud-Ovest.

Era in viaggio con la mamma, il fratellino e la nonna. Vivono a Sestri Levante, la mamma aveva sentito la necessità di quel viaggio e aveva deciso, quasi irrazionalmente, di prendere parte al primo pellegrinaggio organizzato, da qualsiasi località partisse. Mercoledì, nel corso del pellegrinaggio, la piccola si è immersa nella piscina con l’acqua della sorgente che la tradizione chiama “miracolosa”. Poco più tardi si è tolta l’apparecchio e, quando la mamma le ha chiesto che cosa stesse facendo, ha risposto: «Non mi serve più, mamma: ora ci sento».

La Chiesa non pretende che i suoi fedeli credano ai miracoli, al più si limita a dare un giudizio al termine di esami condotti laicamente. Il resto è affidato alla buona fede di chi racconta. «C’è un particolare sorprendete – riprende la presidente Unitalsi – al termine di ogni pellegrinaggio è prevista una messa di ringraziamento, a prescindere da quello che è avvenuto: la chiesa era quella della Madonna della Cornabusa, in provincia di Bergamo, abbiamo scoperto poi che è considerata la protettrice delle persone sorde».
«Mia figlia non era completamente sorda, stamattina all’esame audiometrico è risultato un miglioramento netto. Di più non posso e non voglio dire, avrei voluto che questa vicenda restasse un po’ mia».
Bruno Viani. Fonte: ilsecoloxix.it



Bimba sorda di Sestri Levante torna a sentire dopo pellegrinaggio a Lourdes
Sorda dalla nascita, bimba di Sestri Levante torna a sentire in pellegrinaggio a Lourdes
La piccola, nata prematura il giorno di Natale del 2009 all'ospedale Gaslini, aveva perso l'udito a causa dei potenti farmaci somministrati per salvarla. Lo scorso 12 maggio si è tolta gli apparecchi: «Ci sento bene, non mi servono più»
Una bimba di 6 anni residente a Sestri Levante, affetta da sordità dalla nascita, ha inspiegabilmente riacquistato l’udito tre giorni fa durante un pellegrinaggio a Lourdes: a rendere nota la straordinaria esperienza è stata la sezione lombarda dell’Unitalsi (Unione Nazionale Italiana Trasporto Animali a Lourdes e Santuari Nazionali), che ha raccontato come la bambina, nel bel mezzo dei giochi, si sia tolta gli apparecchi acustici che porta ormai da anni e senza i quali non riesce a sentire nulla e abbia detto alla mamma che «ci sento bene, non mi servono più».
La bimba è nata il giorno di Natale del 2009 prematura, dopo sole 26 settimane di gestazione, ed era rimasta ricoverata all’ospedale Gaslini per tre settimane, periodo in cui i medici per salvarla le avevano somministrato farmaci molto potenti che le avevano provocato danni gravissimi ai canali uditivi. Al momento delle dimissioni, la diagnosi era di sordità profonda a entrambe le orecchie. Lo scorso 8 maggio la decisione da parte della famiglia di unirsi al pellegrinaggio a Lourdes organizzato da Unitalsi Lombardia, che ha accompagnato 225 persone provenienti dalle parrocchie milanesi al santuario: la bimba è quindi partita insieme con mamma, fratello maggiore e nonna, che lo scorso mercoledì, insieme con il responsabile dal viaggio, l’hanno vista tornare a sentire all’improvviso.
La piccola è stata quindi immediatamente accompagnata al “Bureau des Constatations Medicales” di Lourdes, che seguendo la procedura ha richiesto l’intera documentazione medica e prescritto nuovi esami per stabilire che cosa sia effettivamente successo. E in attesa di avere i risultati, c’è già chi parla di guarigione. In che modo sia avvenuta, sta ad altri spiegarlo.
Fonte: Genova Today


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