giovedì 12 maggio 2016

Antonio Magarotto: Mezzo secolo che non c'é più!

E' ricorso, martedì  10 maggio 2016 il mezzo secolo della dipartita di Antonio Magarotto, che tutti i sordi di allora chiamavano familiarmente "papà Magarotto". 
Nato a Pojana Maggiore (VI)  il 30 giugno 1891, egli è morto improvvisamente a Padova il 10 maggio 1966, ed è doveroso ricordare colui che ha voluto, e poi effettivamente fondato, l'Ente Nazionale Sordomuti, ENS.

Figlio di un farmacista padovano, divenne sordo a tre anni a  causa di una forma di meningite. Si trasferì a Siena, per frequentare la scuola per sordi dell'Istituto "Tommaso Pendola", dove imparò a parlare. Nel 1905 ritornò alla casa paterna di Pojana dove si dedicò all'arte grafica specializzandosi in linotipia, Trasferitosi a Padova, fu impiegato nella tipografia vescovile dove si stampavano importanti testate quali "La Libertà", "Il Popolo Veneto" e la "Difesa del Popolo". Lì fondò l'Associazione veneta dei sordomuti.

Bisogna ricordare che fino al 1922 non esisteva in Italia alcuna legge sulla obbligatorietà dell’istruzione elementare ai sordomuti e che solo nel 1923 (Legge 31/12/1923 n 126) attraverso lotte e sacrifici, si giunse alla prima conquista sociale che fu quella dell’istruzione elementare obbligatoria per i sordomuti. Ma l’opera del giovane Magarotto, e di quanti come lui credevano nella pari dignità sociale dei sordi, non si fermò qui. 

Nel 1927 il Magarotto organizzò a Padova il primo Congresso Triveneto, nel 1932 il Primo Raduno Nazionale dei Sordomuti e nel 1935 il Primo Raduno Internazionale, che aprirono la via alla fondazione dell’Ente Nazionale Sordomuti, Ente morale con il compito di occuparsi della tutela degli interessi dei sordomuti nella scuola e nella vita.

Con il suo impegno, Magarotto riuscì anche a far abrogare l’articolo 340 del Codice Civile, che negava capacità giuridica ai sordomuti.

Antonio Magarotto Lottò con tenacia e caparbietà contro i pregiudizi degli uomini e della stessa legge che considerava i sordomuti come esseri inferiori secondo il disposto dell’art. 340 del Codice Civile del tempo. Egli voleva dimostrare che i sordomuti non erano degli inabili psichici e per dimostrare le effettive capacità dei minorati dell’udito fondò a Padova, nella sua casa e a sue spese la prima scuola di Arte Grafica per Sordomuti, nella quale riuscì a istruire nella linotipia oltre una ventina di sordi, i quali poi erano collocati al lavoro nelle varie tipografie venete.

Quella dimostrazione dell’effettiva capacità e possibilità dei sordi accelerò il processo che portò all'abolizione del vecchio art. 340 del codice civile e aprì la strada al riconoscimento legale dell’E.N.S. avvenuto successivamente nel 1942. Forte di questa esperienza e coadiuvato da un Comitato di Cittadini Padovani, Antonio Magarotto, promosse la fondazione a Padova del Primo Istituto Nazionale di Studi Medi e Superiori per Sordomuti al fine di assicurare a tutti i sordi il diritto allo studio e pari dignità sociale. 

Nel 1947 il Comune di Padova dona al Comitato promotore un’area di circa 3.000 mq situata alla periferia della città, in zona Arcella, e nell’aprile del 1951 alla presenza delle maggiori autorità cittadine e del Sottosegretario alla Pubblica Istruzione, è posta la prima pietra del complesso. 

Nel 1952 l’E.N.S. si assume l’onere di perfezionare gli atti e nel 1954 si aprono nella sede provvisoria di Via Marsala i primi corsi professionali di grafica e nel 1955 i corsi di Scuola Media. Finalmente nel 1959 iniziano i lavori di costruzione del nuovo edificio di Via Cardinal Callegari che nell’ottobre del 1960 è pronto ad accogliere gli allievi provenienti dalla vecchia sede di Via Marsala. Nel mese di maggio 1961, avviene con la presenza dell’On. Amintore Fanfani, allora Presidente del Consiglio dei Ministri, l’inaugurazione ufficiale della nuova sede. Su proposta dell’allora Sindaco di Padova Cesare Crescente il nuovo Istituto è intitolato ad Antonio Magarotto che ne diventa anche il primo Rettore. 

Il nuovo Istituto accoglieva giovani sordi che potevano frequentare la Scuola Media e proseguire gli studi al fine di conseguire il diploma di maestro, di geometra, di ragioniere e diplomarsi nel corso di grafica. Nel 1962 il Ministero della Pubblica Istruzione autorizza l’Istituto Superiore per Sordomuti "A.Magarotto", a istituire una scuola per l’insegnamento dell’arte ausiliaria di odontotecnica e di rilasciare il relativo diploma. 

Numerosi sono stati i riconoscimenti che lo Stato e la Chiesa hanno conferito ad A. Magarotto; tra questi ricordiamo: onorificenza di Cavaliere della Corona d’Italia, nomina a Grande Ufficiale, onorificenza di Cavaliere della Gran Croce, commenda di San Silvestro, placca argentea.

Su "La Settimana del Sordomuto" n° 20 del 14 maggio 1966, che usciva puntualmente ogni sabato apparve in prima pagina un accorato comunicato: «Mentre il giornale va in macchina, apprendiamo con somma dolore la notizia della improvvisa scomparsa, all'alba del 10 maggio, del Cav. Di Gran Croce dott. Antonio Magarotto».



E nel numero successivo del giornale, la prima pagina della "Settimana", con il titolo cubitale «Antonio Magarotto, grande assertore della causa dei sordomuti italiani, non è più», il Presidente dell'ENS, Vittorio Ieralla, narra col cuore gonfio di lacrime, racconta commosso la storia del suo Amico e Maestro, che proprio pochi giorni prima gli aveva scritto una lettera accorata, «…dicendomi di sperare che questa lettera non fosse l'ultima… e forse era il presagio della tua imminente fine! Nella tua missiva mi scrivesti che "nell'Ente si entra per soffrire, per amare e per lavorare"». E conclude il suo lungo epistolario con queste parole, che oggi appaiono quanto mai attuali: «Sì, hai ragione, non dobbiamo piangere, continueremo sempre il nostro lavoro con quella serenità che ci è stata compagna in tanti e tanti anni di intensa collaborazione». 


PER SAPERE DI PIU'
«La storia è testimonio dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita» (Cicerone)
«La storia non è utile perché in essa si legge il passato, ma perché vi si legge l’avvenire» (M.D’Azeglio)
«Bisogna ricordare il “passato” per costruire bene il “futuro”» (V.Ieralla)
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"Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità", ideato, fondato e diretto da Franco Zatini
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