giovedì 24 gennaio 2013

Un “corto” pugliese l’unico film in concorso a Berlino

Il cortometraggio “Matilde” del regista pugliese Vito Palmieri è l’unica pellicola italiana approdata al Festival del cinema di Berlino, in programma dal 7 al 17 febbraio 2013.
“Matilde”, prodotto dalla bolognese Agfa/Fiadda (Associazione genitori con figli audiolesi) in collaborazione con Maxman coop, Elenfant Film e Immaginarium ArtComStudio, sarà in concorso nella sezione Generation della 63esima edizione del Festival internazionale del cinema berlinese, e racconta di una bambina dall’intelligenza vivace e dalla personalità spiccata, che però viene turbata tra i banchi di scuola.
 Per risolvere questi turbamenti, la bambina, combinando le suggestioni ricevute dal suo maestro, l’interesse per gli strumenti da parrucchiera della madre e la passione per il tennis, cerca e trova una soluzione drastica e sorprendente, ritrovando la serenità.

Il corto è interamente interpretato da attori sordi.
La sezione della Berlinale Generation nasce nel 1978 per raccogliere lavori sul mondo di bambini e adoloscenti. Si divide in Generation 14plus e Generation Kplus, i cui vincitori si aggiudicheranno l’Orso di Cristallo. “Matilde” è in concorso per Short film-Generation Kplus dedicata alla cultura dell’individualismo e al desiderio di appartenere alla comunità.

“Nei miei lavori ho spesso raccontato storie su bambini – spiega il regista – rappresentare il quotidiano di una bambina sorda è stata un’esperienza nuova. Inizialmente avevo qualche perplessità, non sapevo se avrei trovato il linguaggio appropriato per raccontare questa vicenda legata alla sordità. Poi, con l’aiuto dell’Agfa, che mi ha chiesto di realizzare questo corto, ho trovato la chiave giusta. Ho cercato di fare un film con un’impronta sociale forte senza tralasciare delicatezza e una punta di ironia”.

Vito Palmieri, nato a Bitonto nel 1978, si laurea in Filmologia al Dams di Bologna. Ottiene i primi apprezzamenti da critica e pubblico nel 2006 con “Tana libera tutti”. Finanziato dal ministero per i Beni e le attività culturali e candidato nello stesso anno ai David di Donatello, il cortometraggio si aggiudica oltre cinquanta riconoscimenti.

Dopo “Se ci dobbiamo andare, andiamoci” (2009), presentato al festival Human Rights di Bologna, ed “Eclissi di fine stagione” (2010), selezionato al Giffoni Film Festival nella sezione Diritti umani, nel 2010 Palmieri approda al documentario con “Il Valzer dello Zecchino – Viaggio in Italia a tre tempi”. Il film vince il primo premio come miglior documentario all’Annecy Cinéma Italien e il premio della giuria al Festival Arcipelago. Nel 2012 dirige “Anna bello sguardo”, un omaggio a Lucio Dalla.

E ora è a Berlino, unica rappresentanza italiana, con una bella storia: in bocca al lupo Vito!

Rosalia Chiarappa - Fonte: apuliamagazine.it

PER SAPERE DI PIU'

Matilde ci racconta "come la trattano"

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