sabato 26 gennaio 2013

Il «Femminicidio»: ma le violenze domestiche non fanno notizia

Nella preistoria la situazione è stata sicuramente variata e diversificata a seconda delle culture, epoche e luoghi geografici. In alcuni periodi in cui parte dell'umanità viveva allo stato nomade, si suppone che le donne fossero sottomesse al maschio. Secondo altre teorie, almeno alcune società primitive erano invece matriarcali e, solo in un secondo momento, si sviluppò la supremazia maschile. Non ci sono sufficienti dati archeologici per convalidare o confutare completamente le teorie.

Nella Roma antica la donna era considerata quasi pari all'uomo: entrambi i genitori avevano pari obblighi nei confronti dei figli e la donna poteva accompagnare il marito ad una festa.

Durante la Rivoluzione francese, le donne lottarono a fianco degli uomini. Sono presenti il 14 luglio 1789 (presa della Bastiglia) e il 10 agosto del 1792 (assalto alle Tuileries).

Le donne si sono poi battute  per sostenere cambiamenti nel campo del diritto, dal voto al divorzio,  alle leggi in materia di violenza sessuale. Le conquiste femminili nel mondo occidentale si sono tradotte in maggiori diritti e in un divario meno ampio tra i sessi. Malgrado questo, nemmeno nel mondo occidentale è stata raggiunta un'effettiva parità. La violenza sulle donne è una piaga presente tutt'oggi anche nei paesi occidentali. In base ad un'indagine del Parlamento Europeo, almeno il 20% delle donne europee ha subito violenza nelle relazioni familiari e questa è una delle principali cause di decesso per le donne.

Il termine femminicidio, o femmicidio, coniato di recente, si riferisce alle violenze che sono perpetrate dagli uomini ai danni delle donne in quanto tali, ossia perché appartenenti al genere femminile. Il femminicidio comprende inoltre tutti quei casi di omicidio in cui una donna viene uccisa da un uomo per motivi relativi alla sua identità di genere.

I media, secondo una ricerca, tenderebbero a sottorappresentare i femminicidi commessi per mano di una persona vicina sentimentalmente alla vittima, mentre tendono a enfatizzare quelli per mano di un estraneo, ma su 162 casi specifici risolti, solo il 4,3% risultavano opera di un estraneo, mentre il 61,7% rientrava nella sfera di una relazione intima.

Purtroppo gli omicidi che avvengono all'interno delle mura domestiche, insomma, «non fanno notizia», come se la violenza maschile, benché i numeri lo confermino, non abitasse nelle nostre case, e se il ritratto che i media fanno dell'omicida spaventa, il racconto del movente non è meno importante, ovvero la circostanza per cui l'uomo uccide, non accetta di essere stato lasciato. E' in quei casi, soprattutto, che si utilizzano espressioni come "delitto passionale" e "tragedia della gelosia", che sono i retaggi di quel "delitto d'onore" che è stato abrogato solo nel 1982 dal nostro codice penale, ma ancora oggi resiste nell'immaginario collettivo.

Com'è descritta la donna? Se non c'è una stigmatizzazione di "ragazza facile", c'è altrimenti una santificazione e idealizzazione della ragazza "casta" e asessuata.

Il nome di femminicidio fu una scelta politica: la categoria criminologica introduceva, con quel termine, un'ottica di genere nello studio di crimini "neutri", consentendo di rendere visibile il fenomeno, poterlo spiegare e potenziare l'efficacia delle risposte punitive.

Nel 2011 il Cedaw (Convenzione sull'Eliminazione di ogni Forma di Discriminazione contro le Donne) aveva chiesto all'Italia di fornire i dati sui femminicidi, ma il Governo italiano non era stato in grado di rispondere tempestivamente, perché quei dati non erano mai stati raccolti.

Non ci sono dati riguardanti la posizione delle donne sorde italiane, anche se potrebbero essere non dissimili da quelli generali. Ora mi chiedo: e se la EUD volesse da ENS i dati concernenti le donne sorde italiane maltrattate, ci troveremmo nello stesso imbarazzo occorso all'ex-governo  del Berlusconi?

         "Miss Sorda"… mai implicata in "femminicidio"

Marco Lué        

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"Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità", ideato, fondato e diretto da Franco Zatini

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