lunedì 18 luglio 2016

Ricordo dei XIX Deaflympics a 15 anni da Roma 2001

I primi Deaflympics
I XIX Giochi Mondiali dei Sordi, che ora si chiamano Olimpiadi dei Silenziosi, sono coincisi con il G8 a fare indirettamente da comprimario e pertanto, a parte la prevedibile confusione iniziale comune anche a tutti i World Games precedenti, si sono aggiunte altre meno prevedibili difficoltà, con le conseguenze che solo chi si è trovato sul campo, al Centro Operativo dell'Acqua Acetosa, a Roma, ha potuto costatare con affanno in tutta la portata.


Le operazioni d'inserimento dello staff organizzativo sono iniziate venerdì 14 luglio 2001, con l'arrivo del primo drappello di tecnici FISS e del team dirigente, al completo, della stessa Federazione nazionale, mentre alla spicciolata, ma con ondate incalzanti, arrivavano pure i 400 volontari, reclutati un po' in tutte le Sezioni Ente Sordi d'Italia.

Appunto questo aspetto, la netta collaborazione fra ENS e FISS, ha permesso di riconoscere che le vicende dello sport sono tuttora condivise da tutti i sordi, non solo da chi pratica attività agonistica.
Già mezzo secolo prima, nell'agosto 1957, quando si svolsero a Milano gli VIII World Games dei Sordi, la coesione ENS-FSSI, allora era questa la denominazione della Federazione sportiva, era stata consistente e appassionata.

Successivamente, dopo un periodo di espansione durato oltre vent'anni, sono intervenuti i travagli di cui non è il momento di rammentare e infine, è storia attuale, si è verificata una direzione di rotta che appare positiva, con il riconoscimento della FISS, da parte del CONI, a Federazione Associata allo stesso Comitato Olimpico Nazionale  Italiano e un'èquipe, guidata dal professor Mario Carulli, che si è preso in carico come Organizzatore Locale dei Deaflympics 2001, i primi Giochi Silenziosi del nuovo Millennio, e anche i primi Deaf Games riconosciuti ufficialmente dal IOC, il Comitato Olimpico Internazionale.

Il Governo italiano, da parte sua, ha stanziato un contributo di sei miliardi di lire in due anni, per l'organizzazione dell'Olimpiade dei Silenziosi. Sei miliardi possono apparire una cifra consistente, ma sono più che ragguardevoli anche le spese previste e quelle, molto numerose, che non erano preventivate e solo quando saranno fatti i conti definitivi, si potrà stilare un bilancio attendibile.

L'augurio dei politici
I Deaflympics 2001 hanno coinvolto 15 discipline sportive, che sono state ospitate nelle strutture più prestigiose di Roma, dallo Stadio Olimpico, per l'atletica leggera e la finale di calcio, al Palazzetto dello Sport per pallavolo e basket, dallo Stadio del Nuoto, al complesso dell'Acqua Acetosa, dallo Stadio Flaminio, al Tennis Club del Foro Italico, dallo Sport Center delle "Tre Fontane", al Centro "Giulio Onesti" per la pallamano, dal "Palafilkam" per la lotta, al "Brunswich" per il bowling, al Palazzotto di Santa Marinella per il badminton, al poligono "Umberto I" per il tiro a segno, dal circuito di Tor Vergata per il ciclismo, a quello di Monte Livata, a Subiaco, per Orientamento.
Il Comitato Organizzatore  Locale, COL, ha diffuso un comunicato in cui dichiara di dedicare questi Giochi alla vera solidarietà e a una reale integrazione per togliere i sordomuti dall'isolamento, integrandoli nel mondo effettivo.

Il Santo Padre, Giovanni Paolo II, ha espresso il plauso «… per l'opera che la FSSI svolge e per gli ideali che la guidano», mentre anche il Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, ha inteso redarguire che «… mai come adesso lo sport deve essere un mezzo per comunicare con coloro che non sentono, ma riusciranno a vedere il calore, l'affetto e la comprensione che manifesteremo loro…».

La Presidente Nazionale ENS, Ida Collu, a nome di tutti i sordi italiani, «… ringrazio dal profondo del cuore coloro che hanno permesso questo evento, il COL e la FSSI innanzi tutto, le autorità a cominciare dal Presidente del Senato, che ci ospita in uno dei palazzi più belli del mondo, e a tutti i Rappresentanti del Parlamento e del Governo…»

Valter Veltroni, sindaco di Roma, si augura e auspica «… di riuscire sempre di più, in futuro, a far comprendere l'importanza di una città attenta a tutelare meglio chi affronta la vita da una posizione di maggior debolezza rispetto agli altri… ».

Sono tutte belle parole, ma è il presidente del CONI, Giovanni Petrucci, a mettere il dito sulla piaga: «Lo sport può indubbiamente aiutare il disabile a essere parte integrante della società, ma può anche aiutare la società ad abbattere il muro fittizio del silenzio eretto soprattutto dall'egoismo e dal pregiudizio». 

… e l'impegno degli sportivi sordi
Il Presidente del Comitè International Sport des Sourds, CISS,l'australiano John M. Lovett, nel suo discorso inaugurale, ha rammentato i 77 anni di storia sportiva internazionale dei sordi, iniziata nel 1924 a Parigi, intercalata da 19 edizioni dei Giochi Silenziosi "Estivi" e da 14 edizioni dei Giochi Invernali e da numerosi altri eventi agonistici continentali e mondiali. «Finalmente -  ha egli rimarcato con orgoglio – su autorizzazione concessa dal International Olympic Committèe nel mese di maggio 2001, il CISS può ora definire Deaflympics il suo evento sportivo quadriennale più prestigioso, e questo fatto costituisce una pietra miliare nella lunga storia del CISS».

Lovett ha poi fatto presente che questi Giochi costituiscono delle arene privilegiate, dove gli atleti sordi di tutto il mondo si incontrano, non solo per evidenziare le loro capacità sportive, ma anche per dimostrare che la sordità è una cultura eccezionale, un linguaggio e uno stile di vita di cui essere fieri.
Lovett ha quindi  ringraziato «… chiunque abbia prestato volontariamente il proprio tempo per i XIX Deaflympic Games, ed è un ringraziamento tanto più significativo se si considera che il 2001 è stato designato dalle Nazioni Unite "Anno del Volontariato", e quindi il ringraziamento del CISS va a tutti i volontari che hanno bene lavorato per questi Deaflympics». 

Renzo Corti, presidente della FISS, rieletto vice-presidente del CISS, era troppo emozionato per tutti gli avvenimenti intercorsi e intervenuti, ed ha solo voluto rimarcare lo spirito di sacrificio con cui i 400 volontari si sono impegnati per rendere più agevole il soggiorno degli atleti, dei tecnici, dei dirigenti, dei tifosi sordi di tutto il mondo, e ha sottolineato che questo fatto fa onore alla FISS.



Un confronto inevitabile
Il confronto con l'VIII Olimpiade del Silenzio è diretto, la Stampa nazionale, in questa occasione, ha dato poca o nessun rilievo ai Deaflympics di Roma, anche se era  stato costituito un efficiente Ufficio Stampa, guidato dalla  dott.ssa Carola Carulli, poiché durante i Giochi nessun quotidiano sportivo di rilievo aveva fatto  riferimento ai XIX Deaflympic, mentre ancora rammento, io che sono anziano, un articolo di prima pagina della "Notte", quel lontano  1957 a Milano: «Diciamo la verità, eravamo andati ieri pomeriggio all'Arena per l'inaugurazione e per la disputa di alcune gare di atletica  leggera degli VIII Giochi Internazionali Silenziosi, con l'animo di chi sa  di poter assistere a una manifestazione valida soltanto dal lato morale, e meno interessante, invece, nel settore tecnico. Confessiamolo, abbiamo sbagliato appieno, perché se l'inaugurazione non ha fatto rimpiangere minimamente certe organizzazioni straniere, e ha richiamato alla mente, e al cuore, con quella sfilata e quel giuramento, detto in modo esemplare dal sordomuto italiano Mario Mauri, calciatore e capitano della squadra italiana, identici momenti delle vere olimpiadi; le gare sono state entusiasmanti e di tale validità tecnica, da competere con altre gare viste in Italia, con atleti che non sono minorati almeno dell'udito e della parola».

Fortuna  che il 1* agosto 2001, giornata di chiusura dei Giochi, «La Repubblica» si è ricordata dell'avvenimento e, presentando «Il fascino dello  sport silenzioso», con le foto dei tre tennisti italiani che hanno dato all'Italia tre delle sette complessive medaglie d'oro, ha dedicato un'intera pagina alla rassegna sportiva Silenziosa. Quindi: tutto è bene quel che finisce bene!
Marco Luè



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«La storia non è utile perché in essa si legge il passato, ma perché vi si legge l’avvenire» (M.D’Azeglio)
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"Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità", ideato, fondato e diretto da Franco Zatin

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