martedì 21 luglio 2015

L'Istituto Provinciale dei Sordi "Lorenzo Apicella" di Molfetta. La situazione.

Trasferimento dei servizi di medicina e riabilitazione all’Istituto Apicella, cresce il dissenso. Anche l'Associazione Italiana Sordi Famiglie e Amici (Aisfa) si oppone alla decisione della Asl. «Tradita la volontà del fondatore».
L'Aisfa (Associazione Italiana Sordi Famiglie e Amici), con sede a Bitonto, si affianca alla Cgil nell'opporsi al trasferimento dei servizi di medicina e riabilitazione dall'ospedale all'Istituto Apicella, deciso nei giorni scorsi dalla Asl BA. Rispetto al Sindacato, le motivazioni sono diverse e mettono al centro la volontà del fondatore dell'Istituto e le esigenze delle persone con disabilità uditiva, seriamente compromesse dal provvedimetno dell'autorità sanitaria. Di seguito il comunicato dell'Aisfa.
 
“Sarebbe colpa irreparabile e non lieve, se Molfetta dalla fondazione dell'Apicella vedesse questo troppo trascurato per abituale letargo di tutti quelli i quali spesso dimenticano di dover in massima parte concorrere alla floridezza di cio' che tanto grandeggia nell'orgoglio degli abitanti di Molfetta e nel progresso civile della Regione”.
 
Questo il pensiero del prof. Vincenzo Azzarita, docente di storia, in un articolo apparso sul Nuovo Corriere del 25 agosto 1925, prevedendo il futuro dell'Istituto Apicella dopo la morte del Canonico da cui prende il nome.

Dopo tanti anni ci si ritrova alla volontà di espropriare l'Istituto Apicella alla comunità dei sordi per destinarlo ad altre funzioni, questa volta tocca ai servizi di medicina e riabilitazione dell'Ospedale di Molfetta.
 
L'A.I.S.F.A. non vuole essere insensibile all'utenza con disabilità neuromotoria, anche perché col passare degli anni, i sordi presentano anche queste disabilità.

Ma vuole rimarcare le volontà del Canonico Apicella che ha lasciato l'Opera alla Provincia, imponendo, per l'onere testamentario, che la scuola dovesse rimanere a Molfetta, con l'impegno di continuare a perseguire l'educazione del sordomuto, stabilendo anche, che qualora la Provincia nel futuro non dovesse o potesse poi mantenere il predetto vincolo, il Municipio di Molfetta sarebbe subentrato alla Provincia nella proprietà, ma con gli stessi obblighi imposti alla Provincia.

Il canonico Apicella nomina erede universale la Provincia, ma va da sé che i veri legittimi destinatari della scuola restano i sordomuti. La Provincia, e quindi il Municipio di Molfetta, restano lo strumento di continuità della volontà del Canonico Apicella per garantire nel tempo ai sordomuti quella crescita morale, civile, religiosa e culturale per cui egli aveva speso la Sua vita.
 
Purtroppo, da quando la politica degli Enti Locali viene impostata sulla elargizione di contributi non correlata a progetti, si è fatto sì che si entrasse in possesso di capacità economiche, senza affrontare i veri problemi delle istituzioni.

Una legislazione che da una parte mirava all'integrazione scolastica e lavorativa, e d'altra parte non mirava, e non mira ancora oggi, ad assistere i sordomuti, cosi' come anche tutte le altre forme di disabilità, con gli ausili e le competenze idonee, cosi' come invece prevede l'articolo 1 della legge regionale n. 19 del 2006 e la legge 104 del 1992.
 
Spesso si dice che i sordomuti sono “pochi”, questa è la frase giustificativa resa a chi protesta per la chiusura delle scuole statali, provinciali e per la mancanza di servizi per i sordi. Eppure basterebbe rispettare l'articolo 35 della legge sopra citata, fare una richiesta alla Commissione Invalidi dei vari Distretti Socio-Sanitari per scoprire l'incidenza delle disabilità presenti sul proprio territorio e in base a questa, programmare un' offerta socio-formativa ed educativa su misura utilizzando i fondi che la Regione Puglia già elargisce ai Distretti Socio-Sanitari per attuare il quadro triennale del Piano Sociale di Zona, regolamentato dalla legge regionale sopra citata.
 
L'A.I.S.F.A. e la comunità sorda che la compone non vuole precludere la possibilità ad altri cittadini con altre disabilità di usufruire dell'Istituto Apicella, ma non vuole che sia preclusa alla comunità dei sordi l'uso e l'organizzazione di servizi presso lo stesso Istituto, per il quale era stato fortemente voluto dal Canonico Apicella.
 
L'A.I.S.F.A. ritiene che sia doveroso far assumere le proprie responsabilità al Comune di Molfetta, ai Comuni che compongono i vari Distretti Socio-Sanitari della Provincia di Bari e alla Regione Puglia affinché si attui un vero e proprio programma e che la struttura dell'Istituto Apicella sia destinata alla comunità dei sordi presente sul territorio regionale.

Nessuno vieta alla comunità dei sordi, di poter ospitare all'interno dell'Istituto Apicella altre comunità che presentano disabilità, affinché ci possa essere un servizio completo a portata di cittadino.
Per questo motivo chiede un incontro alla Direzione Aziendale della Asl di Bari, agli Assessori dei Servizi Sociali del Comuni dell'Area Metropolitana di Bari e all'Assessore alle Politiche Sociali della Regione Puglia per avere un confronto sul futuro che si intende offrire alla comunità dei sordi.
L'A.I.S.F.A. vuole portare avanti questa battaglia e perciò chiede alle Associazioni dei sordi presenti sul territorio provinciale di contattarla al seguente indirizzo mail “aisfaonlus@gmail.com” per organizzare un tavolo tecnico.
Fonte: molfettalive.it
PER SAPERE DI PIU'
Istituto Provinciale Sordomuti Bari
Legge Regionale n. 19 del 10 luglio 2006



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