venerdì 24 febbraio 2017

Grazie all’Ospedale della solidarietà curate in 18 anni 150 persone.

Aiutare persone di paesi meno sviluppati è una delle attività all’estero della Caritas diocesana di Terni-Narni-Amelia che, in particolare nei paesi balcanici, ha sviluppato diverse forme di solidarietà. Tra queste il progetto dell’Ospedale della Solidarietà, gestito dall’associazione di volontariato San Martino, a sostegno del quale la Fondazione Carit di Terni ha deliberato un contributo di 21.800 euro.


L’Ospedale della Solidarietà nasce nel 1998, in collaborazione con i maggiori centri ospedalieri del territorio come l’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni, l’ospedale Bambin Gesù di Roma, ospedale Gemelli di Roma, ospedale Silvestrini di Perugia, con l’obiettivo di supportare interventi salvavita per bambini extracomunitari che non hanno possibilità di accesso a cure mediche nei loro paesi d’origine. Grazie all’Ospedale della solidarietà, in 18 anni di attività, è stato possibile assistere circa 150 persone extracomunitarie di cui il 90% minori prevalentemente dell’area balcanica.

L’Ospedale della Solidarietà ha la sua sede operativa a Terni, ma il progetto insiste nel contesto internazionale sia per i contatti con la rete di associazioni che per i beneficiari. Negli anni di attività si sono prevalentemente stretti rapporti con i Paesi balcanici ma anche con Santo Domingo, Libano, Iraq e Camerun. Inoltre, l’Ospedale della solidarietà è di supporto ad attività nei paesi di origine, in particolare con il progetto “Parla più forte” avviato in Albania con le suore delle Figlie del Divino Zelo di Pllane, rivolto ai bambini affetti da patologie uditive, che oltre alle terapie già in atto e al recupero di protesi per l’udito, ha istituito un centro di eccellenza a Pllane per la diagnosi precoce attraverso apposite strumentazioni. 

Dal 24 al 27 febbraio una delegazione, guidata dal vicario episcopale per la Carità, mons. Paolo Carloni, e dal direttore della Caritas diocesana, Ideale Piantoni, farà visita al centro medico di Pllane per incontrare i responsabili della sanità della regione di Lezhe e i bambini sordomuti che vengono accolti e curati nella struttura gestita dalle suore del Divino Zelo. Attualmente scopo del progetto è quello di ripristinare in breve tempo l’apparecchio di screening acustico (Oae) a seguito di taratura e revisione periodica a Padova presso un centro specializzato e di acquistare nuove parti della strumentazione per consentire un più efficace e continuo screening dei neonati con una diagnosi precoce della possibile sordità, in quella zona dell’Albania dove si riscontra una forte incidenza di malformazioni dell’apparato uditivo e sordità congenita.
Fonte: agensir.it




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