lunedì 10 marzo 2014

In memoria di Alfonso Chiapparo

Alfonso ci ha lasciati,  per me è sempre difficile salutare un Amico caro che fino all’ultimo è rimasto coerente con se stesso;  fino a qualche mese fa ci parlavamo sul cartaceo ed era sempre Lui, semplice e sapiente, saggio e lungimirante, generoso e discreto; gli volevo un bene dell’anima e –son sicura – in tanti provavano questo sentimento per Alfonso uomo, Alfonso dirigente, Alfonso padre e fratello, Alfonso  marito compagno affettuoso che tutti abbiamo conosciuto.


Alfonso, sordo giovinetto, e con una madre insegnante,nel 1946 aveva frequentato l’Istituto Prinotti di Torino sotto la direzione di don Pietro Ferrero  e, dopo adeguata istruzione ha proseguito gli studi in privato diplomandosi ragioniere.

Ha speso quasi tutta la sua vita per i sordi della sua amatissima Torino e Piemonte nelle funzioni prima di delegato, poi di consigliere e infine di presidente della sezione provinciale dell’Ens torinese che ha tenuto fino all’ultimo nonostante la malattia lo avesse fortemente debilitato, profondendo il meglio delle sue capacità di moral suasion verso le autorità cittadine per una politica di servizi a favore dei sordi e a tutela dei  loro diritti di cittadinanza.

Durante il mio mandato di presidente nazionale (1995/2011) ho avuto modo di conoscerlo e di apprezzarne le doti, la capacità e il rigore morale che guidavano il suo difficile compito; i sordi torinesi lo hanno amato per questo.  Alfonso è stato uno dei più agguerriti promotori/sostenitori della salvaguardia del patrimonio dell’ Educatorio “Lorenzo Prinotti”  magnifico complesso per sordi di Torino che il Comune all’epoca intendeva utilizzare per scopi socio/sanitari, relegando i sordi stessi rappresentati (con Lui) dall’Ens provinciale a un ruolo meramente marginale. La ferma battaglia che Alfonso  aveva intrapreso, forte del sostegno dei sordi del territorio e dell’Ens Nazionale (a più riprese sono stata fisicamente al suo fianco fino alla firma del protocollo), perché l’Istituto fosse destinato ai sordi ai livelli di assistenza, servizi, formazione, ricerca, sanità, cultura e sport, era tutt’altro che facile, ma lui convinto fino all’osso delle ragioni stesse del progetto, riuscì a raggiungere questo traguardo.

Come se non bastasse, aveva esteso l’impegno per reperire fondi destinati alla ristrutturazione di buona parte dell’edificio e alle molteplici attività dell’Ente provinciale e regionale comprese le attività della Fssi  e della bellissima cappella  di San Giuseppe allocata all’interno  dello stesso Istituto.

Grande Alfonso! Perché riuscì a fare centro anche con sue donazioni.

Ma il suo dinamismo non si era fermato lì, nel 1996 sotto la presidenza di Giovanni Gamba aveva fondato un “giornalino”  da lui stesso diretto e gestito per 17 anni fino a fermarsi ai numeri 2 e 3 del settembre 2013, perché come aveva scritto nel suo Commiato : - ...lascio la direzione di Silentorinese…… che ha aperto uno squarcio su uno spaccato di vita vera: penso alla puntuale informazione, alla viva esigenza di divulgare e valorizzare le principali iniziative…….. con molti un dialogo edificante e ininterrotto  che ha rappresentato momenti di ascolto e di confronto che mi hanno arricchito”.
E ancora “...la comunicazione digitale è volatile, meno documentabile del prodotto stampato. Non dobbiamo smarrirci nella confusione tecnologica, anzi, rimanendo nel contesto associativo, dobbiamo avere a mente che molti Soci sono anziani e non hanno dimestichezza con la tecnologia, mentre l’informazione è un diritto che spetta a tutti in uguale misura. (“P@role&segni” docet! ndr)

Lui sosteneva a ragione che scrivere è un atto faticoso, richiede molte energie e la massima concentrazione. Alfonso, hai scritto tanto, ci hai lasciato messaggi profondi, le tracce del tuo operato saranno un utilissimo strumento per le nuove generazioni.

Ha un senso profondo se il Presidente della Repubblica nel 2006 sotto la mia presidenza, gli ha conferito l’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.  

Lasci un grande vuoto, GRAZIE con tutto il cuore!

Ora siedi accanto ai GRANDI della Storia Silenziosa che durante la vita terrena hai conosciuto: Antonio Magarotto, Vittorio Ieralla, Francesco Rubino, Giuseppe Granaglia Manlio Marcioni  e tanti amici/compagni di una vita di lotte e conquiste!

Alla moglie e al figlio, a tutta la comunità silenziosa di Torino dell’Ens, affranta e smarrita come tanti di noi, la vicinanza calorosa e l’abbraccio affettuoso e commosso.

“Che diremo stanotte all’amico che dorme?
La parola più tenue ci sale alle labbra
I segni dolorosi si incantano
Dalla pena più atroce. Guarderemo l’amico,
le sue inutili labbra che non dicono nulla
le sue mani che sono ferme
parleremo segneremo sommesso...”
(Libera trasposizione di una poesia di C.Pavese)

Ida Collu

PER SAPERE DI PIU'


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«La storia è testimonio dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita» (Cicerone)
«La storia non è utile perché in essa si legge il passato, ma perché vi si legge l’avvenire» (M.D’Azeglio)
«Bisogna ricordare il “passato” per costruire bene il “futuro”» (V.Ieralla)
Per qualsiasi segnalazione, rettifica, suggerimento, aggiornamento, inserimento dei nuovi dati o del curriculum vitae e storico nel mondo dei sordi, ecc. con la documentazione comprovata, scrivere a: info@storiadeisordi.it
"Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità", ideato, fondato e diretto da Franco Zati

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