sabato 1 marzo 2014

"Altro Spazio", il primo locale in Italia per sordo-ciechi

Bologna, in via Polese: mappa tattile per orientarsi nel locale, menù è in braille e per le ordinazioni si può utilizzare il linguaggio dei segni o consegnare al cameriere un biglietto.
All’ingresso viene consegnata una mappa tattile per orientarsi nel locale e riconoscere le scale, la porta del bagno o trovare il pane e l’acqua.
Il menù è in braille e per le ordinazioni si può utilizzare il linguaggio dei segni o consegnare al cameriere un biglietto col nome del drink o della pietanza. E’ “Altro Spazio”, il primo locale in Italia interamente a misura di non vedenti e sordo-ciechi, ma aperto a tutte le persone. Su iniziativa dell’associazione Farm, inaugura nel pieno centro di Bologna, in via Polese, al posto di uno storico jazz club, a poco più di un anno dall’apertura del “Senza Nome” il bar gestito dai ragazzi sordi.

Come per il “Senza Nome”, l’obiettivo di “Altro Spazio” è quello di favorire l’integrazione, come spiega Barbara Verna, docente di Lis tattile, membro del Comitato chicchi della Lega del Filo d’oro, e membro del Consiglio europeo dei ciechi: “Questo è un progetto molto bello perché dà la possibilità di far sapere che i sordo-ciechi possono lavorare e realizzare qualcosa e gli dà la possibilità di uscire di casa, di integrarsi con le altre persone udenti e di comunicare con vari metodi”.

In Italia sono circa 10 mila i sordo-ciechi e per loro il dialogo con i normodotati e praticamente impossibile. All’interno del nuovo locale bolognese si potrà imparare il Lis o il linguaggio Malossi, proprio come si impara per la prima volta l’inglese o il francese.

La cucina a l’”Altro Spazio” sarà rigorosamente a base di prodotti di stagione e sono previsti abbonamenti a prezzi fissi e anche brunch personalizzati per chi vuole seguire una dieta equilibrata. I clienti potranno scrivere con tavolette braille, ascoltare audiolibri o giocare con scacchiere tattili.

Il ricco programma culturale prevede ogni settimana mostre d’arte tattili, esperienze sensoriali, rappresentazioni teatrali, seminari e serate di poesia. “Proponiamo un programma musicale che riprenderà la cultura jazz tipica di questo storico locale di Bologna - ha spiegato Nunzia Vannuccini, presidente dell’associazione Farm -. Una volta al mese avremo un artista internazionale jazzista e un artista internazionale sordo per cercare di dare loro visibilità dal momento che generalmente non vengono invitati e hanno difficoltà a partecipare a una realtà culturale”.
Fonte: ilrestodelcarlino.it (28 febbraio 2014)


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