sabato 19 dicembre 2015

Comunicare senza parole

Guardando la comunicazione gestuale fra non udenti, ci si chiede come possano trasmettere con gesti e mimiche idee, propositi, stati d'animo, racconti, antipatie e simpatie, ironie, rabbuffi, consensi e rimproveri. Gli udenti comunicano con articolazioni vocali, i non udenti con movimenti di braccia, tronco, faccia, bocca (specie il labbro superiore), che entrano nei meccanismi percettivi come stimolazioni visive.

La comunicazione gestuale è un sistema strutturato con vocabolario e grammatica, che, come il linguaggio, è basato su sintassi, semantica e fonologia. I non udenti danno un accento ai gesti che usano. La comunicazione gestuale è acquisita gradualmente e cambia nel tempo, come il linguaggio, ed è diversa a seconda dell'area linguistica.

 Non udenti di Stati Uniti e d'Inghilterra, ad esempio, non si capiscono. Le neuroscienze cognitive studiano questa comunicazione non solo per l'importanza sociale, ma perché contribuisce alla conoscenza di varie aree cerebrali corticali e sottocorticali e delle loro connessioni. Le indagini sulla comunicazione gestuale confermano che le aree cerebrali del linguaggio (come anche, ad esempio, quelle primarie della visione) sono più estese, variabili e flessibili di quanto si pensasse. Resta da chiarire quanto ciò dipenda da strutture e ultrastutture intrinseche alle aree e quanto da connessioni con aree lontane, nel senso della diaschisi (Cfr.IlSole24Ore 21.12.2014). 

Le visualizzazioni cerebrali (fondamentali in questi studi) mostrano che in coloro che comunicano con gesti, e solo nei non udenti che li vedono, sono attive le stesse aree sopra, sotto e dietro la fessura di Silvio dell'emisfero cerebrale sinistro, dove viene creato e capito il linguaggio parlato. Attivi nella comunicazione gestuale sono l'opercolo frontale e temporale, le aree frontali e prefrontali e il cervelletto, come nel linguaggio parlato. Il giro fusiforme, che riconosce i volti, è particolarmente attivo quando i gesti si riferiscono a verbi, le aree motorie per verbi di movimento. Più attivi che nel linguaggio parlato sono i lobi parietali, verosimilmente perché la comunicazione gestuale avviene nello spazio, di cui i lobi parietali sono i terminali cerebrali. 

La comunicazione gestuale è prodotta da una vasta attivazione corticale e sottocorticale, in parte comune al linguaggio parlato. A ciò si deve la sua ricchezza, varietà, duttilità, capacità e forza esplicative. Nel linguaggio gestuale una mano, di regola la destra, è dominante, e, se necessario, è usata l'altra. In entrambi i casi sono attive le aree linguistiche dell'emisfero sinistro. Un ictus nell'emisfero cerebrale sinistro del non udente può compromettere o rendere impossibile la comunicazione gestuale, come avviene col linguaggio parlato in caso di afasia. Gli udenti accompagnano e sottolineano quel che dicono con gesti. Si motteggia che alcuni popoli parlano più con le mani che con la bocca. A. Newmann dell'Università di Halifax in Canada e collaboratori in varie università negli Stati Uniti e in Europa, si sono chiesti quale sia il rapporto fra la gestualità dei non udenti, per i quali essa è l'unica comunicazione, e quella con la quale gli udenti sottolineano quel che dicono, specie quando parlano di movimenti.

L'analogia è apparente: nei non udenti, nei gesti senza significato linguistico, sono attive, oltre a quelle dei movimenti, le aree linguistiche dell'emisfero sinistro, anche se meno intensamente dei gesti con significato linguistico. La pratica della comunicazione gestuale porta i non udenti a dare un significato linguistico anche a gesti superflui. Negli udenti sono attive solo le aree dei movimenti in chi parla e della loro percezione in chi ascolta e vede, ma non le aree linguistiche. Esiste un vasto meccanismo nervoso linguistico che, se non può esprimersi con lingua, labbra e voce, lo può con i gesti. I cervelli possono comunicare anche senza parole.
Fonte: Il Sole 24 Ore (6 dicembre 2015)


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