martedì 14 aprile 2020

Giannina Barbareschi. Prima dipendente sorda dell'Ente Nazionale Sordi sotto la Presidenza Giovanni De Carlis

Una vita dedicata ai Sordomuti e all’Ente Nazionale Sordomuti. Il 7 febbraio 1994 Giannina Barbareschi, dopo una lunga e sofferta malattia, protrattasi per due lunghi anni, ha cessato di vivere proprio nel giorno del suo compleanno. Per me e per noi tutti sordi si è trattato di un grande dolore che ci ha colpiti, privandoci di una dama valida e pietosa che ha sempre lavorato per l’ENS. Ex allieva delle Suore Canossiane in Via Settembrini (Pio Istituto Sordi di Milano). 


Nel 1945, appena terminata la guerra, Giannina ha iniziato la sua collaborazione con l’ENS e più in generali con l’intero mondo dei sordi che l’ ha vista per sempre protagonista di una lunga ed ininterrotta battaglia per la causa dei sordi. È stata la prima donna impiegata presso l’ENS a Roma come collaboratrice del nostro Cesare Magarotto che le è stato guida e maestro per tutto il periodo nel quale hanno lavorato fianco a fianco, instancabilmente, giorno e notte.

Giannina ha partecipato ad innumerevoli conferenze e convegni, nazionali ed internazionali, sia nel ruolo di interessata spettatrice, che in quel fattivo di conferenziere. Si è spesso resa utile per tutte le Sezioni dell’ENS che si trovano in momentanee difficoltà. 

Nel 1950 si è sposata con Francesco Rubino e da questo matrimonio ha ulteriormente aumentato il suo impegno per l’Ente, al fianco del marito. È stata direttrice prima della Scuola Professionale ENS di Piazza Arduino e poi della Scuola Professionale ENS di Vignale (NO) fino al 1979, anno in cui è stata modificata la legge sulle Scuole Speciali. Giannina ha molto sofferto per questo provvedimento legislativo, ma da ciò ha trovato ulteriori spunti per continuare a combattere per la causa che più le stava a cuore.

Nel 1979 morì suo marito e si trasferì a Milano volendo continuare a prestare la sua preziosa opera all’ENS.

Nel 1980, appena fui eletto Presidente della Sezione di Milano, mi si presentò dinanzi Giannina la quale con umiltà e competenza mi offrì la sua collaborazione mettendosi a completa disposizione della Sezione milanese e dei tanti sordi che frequentavano l’ENS. Da qui in avanti ha svolto un prezioso, costante ed ininterrotto lavoro al mio fianco, rispettando sempre gli ordini ricevuti ed offrendoci l’inesauribile patrimonio di fantasia e cultura di cui era dotata.

In particolare ci è stata di grandissimo aiuto per tutte le problematiche scolastiche dei bambini sordi si sono integrati presso le scuola pubbliche normali con ottimi risultati. Di giorno in giorno la sua infaticabile mente proponeva idee ed iniziative che purtroppo non potevano essere accolte totalmente, ma che spesso ci hanno offerto lo spunto per importanti progetti di lavoro. Anche di fronte alle difficoltà ed alle delusione che di tanto in tanto il lavoro propone, Giannina reagiva con la dedizione e l’impegno totale che ha profuso sino a quando la malattia le ha tolto la forza fisica per continuare la sua opera. L’obiettivo al quale era dedicato tutto il suo impegno era l’unita dei sordi. Ancora il giorno prima di morire mi ha raccomandato di continuare la sua opera per sordi senza mai abbandonare anche nei momenti di difficoltà; questo è stato il suo ultimo pensiero che mi ha colpito e mi rimarrà come ricordo e augurio di poter proseguire quella sua infinita opera ricca di idee. Adesso dico a le una semplice parola: Grazie. 

Pubblichiamo di seguito il discorso fatto dal Cav. Gugliemno Invernizzi durante la cerimonia funebre.
Cara Giannina prendo la parola davanti alle persone a te più care per ringraziarti di cuore e con grande commozione per quello che hai dato a tutti noi sordi.

È un patrimonio di bontà, signorilità e di cultura che non sarà mai distrutto.
Ti ricordo alfiere dell’Ente sordomuti, prima a Roma al fianco di Cesare Magarotto e poi qui con noi a Milano; tra me e te i rapporti si sono intensificati dal lontano 1980 con la mia elezione a presidente della sezione provinciale Ens di Milano: mi fosti vicino, mi incoraggiasti, mi desti, sin dai primi istanti il tuo appoggio incondizionato.
Sei sempre stata vicino ai sordi più bisognosi, hai dato tutto quello che potevi a coloro i quali a te si rivolgevano, conoscendo le tue virtù e la tua infinita bontà d’animo.
Tutti ti hanno amato dal più profondo del cuore e tutti ora ci sentiamo orfani del tuo affetto, delle tue parole, del tuo conforto.
Ora che hai raggiunto quell’altro mondo nel quale hai sempre e fermamente creduto, aiutaci a sopravivere e dacci la forza di continuare.
Non dico addio, ma arrivederci Giannina, che Dio ti dia tutto quello che meriti per ciò che hai fatto da viva.
Barbareschi nata a Milano il 7 febbraio 1921. Sepolta al Cimitero Maggiore di Milano (campo 54 fossa 409)


A cura di Franco Zatini ps001 (1994)

PER SAPERE DI PIU'
Scuola Professionale Ens Milano
Scuola Media e Superiore Ens Novara ______________________________

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