sabato 31 dicembre 2016

"Sono sordo mica scemo": l'esordio del rapper che canta in lingua dei segni

"Ho sempre sognato di cantare" racconta Francesco Brizio, in arte Brazzo, nato a Taranto da genitori sordi. Ora ci riesce "seguendo i tempi, il ritmo e le vibrazioni musicali". Una canzone scritta per chiedere più integrazione sociale e per diffondere la Lis.


"I miei occhi sono fatti per sentire, leggo il labbiale e per comunicare uso una lingua manuale": con la sua bella voce Francesco Brizio, in arte Brazzo, esordisce con "Sono sordo mica scemo", canzone pensata da tanto tempo, scritta col cuore e reinterpretata in lingua dei segni. "Nonostante il mio problema uditivo ho sempre sognato cantare ed ero anche imbarazzato del fatto che un sordo possa cantare con la voce". Ma poi ha rotto gli indugi e con l'aiuto di una logopedista, di una carissima amica e di Roberto Gramegna di Realsound ha raggiunto il suo primo traguardo: cantare e realizzare un video per "rivelare i nostri disagi sociali, chiedere più integrazione perché siamo emarginati dalla vita sociale" e "diffondere la nostra lingua dei segni (LIS)". L'Italia non ha ancora una legge che la riconosca come lingua, anche se da anni ci sono in discussione diversi progetti di legge: "È un nostro diritto, è la nostra lingua". 


Nato a Taranto da genitori sordi, Brazzo vive a Milano e lavora in una compagnia assicuratrice. "Sono un rapper da pochissimo tempo -racconta-. Vedo spesso che gli udenti ascoltano la musica per sfogarsi. Penso che anche noi avremmo bisogno di questo, solo che la musica non la conosciamo e non la sentiamo. Ed è per questo che ho cantato e 'segnato' sia per i sordi sia per gli udenti come sinonimo di integrazione". E aggiunge: "Un sordo può fare tutto, non solo nella musica ma anche competere nello sport in massima serie, entrare nel mondo della televisione, dello spettacolo e della moda perché come dice la canzone 'in fondo siamo tutti esseri umani'”. (dp)
«La storia è testimonio dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita» (Cicerone)
«La storia non è utile perché in essa si legge il passato, ma perché vi si legge l’avvenire» (M.D’Azeglio)
«Bisogna ricordare il “passato” per costruire bene il “futuro”» (V.Ieralla)
Per qualsiasi segnalazione, rettifica, suggerimento, aggiornamento, inserimento dei nuovi dati o del curriculum vitae e storico nel mondo dei sordi, ecc. con la documentazione comprovata, scrivere a: storiadeisordi@gmail.com
"Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità", ideato, fondato e diretto da Franco Zatini



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