mercoledì 24 giugno 2015

San Giuseppe Cafasso (1811-1860) “il prete della forca”

Nato a Castelnuovo d'Asti, frequentò le scuole pubbliche e poi entrò nel Seminario di Chieri (Torino). Di salute malferma riesce ad essere ordinato sacerdote già a 22 anni. Viene accolto dal teologo Luigi Guala nel convitto ecclesiastico da lui aperto a Torino. Questi lo spinge a compiere opera di catechesi verso i giovani muratori e i carcerati, poi lo vuole a fianco nella cattedra di teologia morale.

 In 24 anni di insegnamento Giuseppe forma generazioni di sacerdoti, dedicandosi anche ad un'intensa opera pastorale verso tutti bisognosi: condivide le ore estreme con i condannati a morte ed opera tra i carcerati, cui non fa mancare buone parole e sigari, includendo nel suo servizio anche l'aiuto alle famiglie e il soccorso ai dimessi. Dotato di calma e prudenza, fu soprattutto grande nemico del peccato, come ha ricordato Benedetto XVI: «Dalla sua cattedra di teologia morale educava ad essere buoni confessori e direttori spirituali, preoccupati del vero bene spirituale della persona, animati da grande equilibrio nel far sentire la misericordia di Dio e, allo stesso tempo, un acuto e vivo senso del peccato».                                                                                                 
 
Fu confessore della serva di Dio Giulia Falletti di Barolo (1786-1864) e fra i sacerdoti da lui formati ricordiamo: san Giovanni Bosco, fondatore dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice; Giovanni Cocchi (1813–1895), fondatore di uno dei primi oratori di Torino e del Collegio degli Artigianelli; beato Francesco Faà di Bruno (1825-1888), fondatore dell'Opera di Santa Zita e della congregazione delle Suore Minime di Nostra Signora del Suffragio; Gaspare Saccarelli (1817- 1864), fondatore dell’Istituto della Sacra Famiglia; Pietro Merla (1815 -1855), fondatore del Ritiro di San Pietro in Vincoli; Francesco Bono (1834–1914), fondatore dell’Istituto del Santo Natale; beato Clemente Marchisio (1833-1903), fondatore dell’Istituto delle Figlie di San Giuseppe; Lorenzo Prinotti (1834-1899), fondatore dell’Istituto dei sordomuti poveri; Adolfo Barberis (1884–1967), fondatore delle Suore del Famulato Cristiano.
Giuseppe Cafasso, patrono dei carcerati e dei condannati a morte, fu canonizzato da Pio XII nel 1947. Il 23 giugno si fa la sua memoria e si può venerare presso il santuario della Consolata di Torino. 
Cafasso, santo della carità, ebbe tra i suoi allievi anche il sacerdote Lorenzo Prinotti. A lui nel 1857 ispirò a dedicarsi ai sordomuti.

Il Prinotti fu prima insegnante presso l’Istituto Sordomuti di Torino, poi nel 1880, sempre a Torino, aprì l’Istituto Prinotti, oggi sede dell’Ente Nazionale Sordi e dell’ACIS, l’associazione cattolica italiana sordi.                                             

Lo stesso Cafasso fece visita all’istituto dei sordomuti.
P. Vincenzo Di Blasio

 
 
PER SAPERE DI PIU'
 
Madonna della Consolata
Oggi (20 giugno, n.d.r.) la liturgia ci fa ricordare la Beata Vergine della Consolata, speciale patrona di Torino. La storia narra che il 20 Giugno 1104 un quadro della Madonna fu ritrovato da un cieco, tale Giovanni Ravacchio. Aveva ricevuto in sogno indicazioni precise: partito da Briançon, l’uomo si recò in pellegrinaggio sino a Torino dove ritrovò il quadro e recuperò anche la vista.

Il santuario fu eretto nel 1678 dall’architetto Guarino Guarini che trasformò la preesistente chiesa dedicata a Sant’Andrea nel vestibolo della chiesa vera e propria intitolata a Maria Consolatrice.Fupoilo Juvarra, fra il 1729 e il 1740, a modificare ulteriormente la chiesa:suo infatti è il nuovo altare maggiore eporta la sua firma anche la cupola sormontata da una lanterna che permise una migliore illuminazione all’interno dell’edificio.Alla “Consolata” si conservano due statue lignee di notevole fattura di san Massimo e san Francesco di Sales.Il 18 giugno 1904, per ordine di papa Pio X, al santuario venne dato il titolo di “Basilica minore”.

Al Santuario della Consolata sono andati a pregare tanti santi: san Carlo Borromeo, san Francesco Borgia, san Luigi Gonzaga, san Francesco di Sales, santa Francesca di Chantal, san Giuseppe Labre, san Domenico Savio, santa Maria Domenica Mazzarello, e in modo speciale il Cottolengo, don Bosco, il Murialdo e “la perla del clero torinese e piemontese”, san Giuseppe Cafasso, sepolto in questo santuario, che per tanti anni resse con zelo indefesso, unicamente dedito a Dio, alle anime e alla formazione dei sacerdoti. E bisognerebbe ancora continuare l’elenco di tanti altri sacerdoti di esimia virtù, tra cui specialmente il canonico Giuseppe Allamano, e di tanti laici qualificati, tra cui in modo particolare Pier Giorgio Frassati...

P.Vincenzo Di Blasio   
 
 
 
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