mercoledì 27 gennaio 2016

La gioia nel silenzio Francesca, una favola commuove il ciclismo

Il volto sporco di fango, gli occhi chiusi come i pugni delle mani rivolti al cielo. La bocca, no. Quella è aperta, quasi a voler sprigionare tutto ciò che le era rimasto dentro e che non aveva già versato sotto forma di goccia di sudore. Francesca Baroni è una campionessa italiana (di ciclocross) speciale. Quella maglia tricolore la desiderava da tanto tempo, aveva provato (invano) a renderla parte di sé. 

Ci è riuscita domenica, sul Monte Prat, a soli 16 anni. Ha talento e perseveranza, testa fredda e cuore caldo, prerogative di chi ha il Dna del fuoriclasse. Ma anche un problema con cui dover fare inevitabilmente i conti, nello sport e prima ancora nella vita: Francesca, infatti, è sorda dalla nascita

Parla, ma per ascoltare ciò che le dice chi le sta attorno deve servirsi di una protesi uditiva. Saper leggere le labbra è un'abilità che ha acquisito giorno dopo giorno. Non utilizza il linguaggio dei segni. «No, non pensavo di suscitare così tanto interesse», confessa quando le si chiede se si aspettava quell'enorme clamore mediatico che si è scatenato dopo la sua impresa. 

«Abbiamo ricevuto una cinquantina di chiamate al giorno, tra congratulazioni e interviste", racconta mamma Alessandra. La Gazzetta dello Sport le ha dedicato una pagina ricondivisa da decine di persone su Facebook. La maggior parte delle bambine si avvicina al volley, alla ginnastica, alla danza. Francesca no. "La mia passione per il ciclocross è nata all'età di 6 anni, dopo essermi "innamorata" di Ivan Basso: era il 2006, vinse il giro d'Italia. 

Lo seguito in Tv e mi convinsi a provare l'esperienza della bici». Un colpo di fulmine, una scintilla a cui sono seguiti allenamenti intensi e le gare. Tantissime. «Ogni fine settimana, salvo qualche eccezione», sottolinea la mamma. Lei e papà Luca la accompagnano in giro per l'Italia, la sostengono incondizionatamente. «A loro dedico questa vittoria, oltre alla mia squadra, ai due amici "speciali" Tommaso e Alice, ai meccanici e a chi ha fatto il tifo per me.

Ho provato felicità e soddisfazione, ho rivisto ripagati i miei sforzi»", afferma Francesca. Vive a Bozzano, dove ogni mattina esce di casa (alle 6,30 la sveglia), per dirigersi a scuola (frequenta il terzo anno di ragioneria a Viareggio), pranzo veloce e poi via con gli allenamenti, il rientro a casa, lo studio, la doccia e la cena. "Conduce una vita da atleta, compie molti sacrifici. Ai compleanni con gli amici, ad esempio, deve rinunciare», spiega mamma Alessandra. Se per i suoi avversari lo sparo o il fischio è il segnale di partenza, a lei basta scorgere la mano in movimento dello starter (spesso con bandierina). Basta relativamente poco per superare anche questo tipo di ostacoli. Una foto in braccio a Marco Pantani quando il giro d'Italia sbarcò in Versilia, poi la conoscenza di Basso e pure quella del campione del mondo Sagan: «Emozioni così non si scordano mai». E come darle torto.
Gabriele Noli.Da il Tirreno di Livorno. Fonte: gelocal.it


Campionati Italiani Ciclocross - Pezze di Greco 2015
ALLIEVE 1° ANNO:
1. Nicole Fede (Iaccobike-Cadrezzate-Guerciotti) in 31’13”
2. Ilaria Pola (Melavì Focus Bike) 32’27”
3. Denise Pauletto (Sportivi del Ponte) 33’51”
4. Sara (Rossi Team Di Federico) 34’09”
5. Valeria Pompei (A.S.D. Amici Bici Kyklos) 34’29”.

ALLIEVE 2° ANNO:
1. Sara Casasola (Trentino Rosa Anima Nera) in 31’02”
2. Francesca Baroni (Melavì Focus Bike) 31’49”
3. Francesca Selva (C.S. Libertas Scorzé) 32’20”
4. Matilde Bolzan (Girelli Cicli/Dalla Rosa Mobili) 32’36”
5. Gioia Foschini (A.S.D. Abruzzomtb Team Protek) 33’24”.

PER SAPERE DI PIU'



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«La storia non è utile perché in essa si legge il passato, ma perché vi si legge l’avvenire» (M.D’Azeglio)
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