lunedì 29 settembre 2014

La prenotazione delle visite presso l'ASL. Uso del telefono!!!

Sordomuto vuole prenotare una visita, l'Uls: Telefoni. «Mi dispiace, ma per fissare questa visita deve telefonare al Centro unico di prenotazione». Rocco Roselli, consigliere dell'Ente nazionale sordi del Veneto, ha trattenuto a stento la rabbia mercoledì scorso davanti ad una gentile impiegata dell'Ulss 15 di Vigonza che si è limitata a spiegargli ciò che prevede la legge.

 
Una rabbia che ha poi ha riversato su Facebook qualche ora dopo.
«"Deve telefonare al Cup oppure recarsi personalmente in ortopedia a Camposampiero". Come può un sordo telefonare?"» si chiede Roselli che ieri ha puntato il dito contro la Regione colpevole di aver revocato i fondi - 70mila euro in tutto - con i quali l'associazione riusciva a garantire il cosiddetto "servizio ponte per sordi". In pratica quella figura che faceva da tramite tra i non udenti e i servizi che richiedono delle conversazioni telefoniche (prenotazioni di visite, taxi, call center vari). Un servizio che era gestito dall'Ente nazionale sordi, ma che è venuto meno a causa della revoca dello stanziamento regionale.

«Io non me la prendo con la signora allo sportello che è stata molto gentile, ma con chi l'ha messa nelle condizioni di darmi quella risposta. Qualcuno ci fa notare che non è possibile che i sordomuti non possano appoggiarsi a qualche familiare o amico che possa dargli una mano in caso ci sia la necessità di utilizzare il telefono. Il punto non è questo. Anche noi abbiamo la nostra dignità e non sempre ci fa piacere che dei conoscenti si occupino di cose che sono strettamente personali» dice ancora Roselli.
 
Che poi rincara la dose: «Purtroppo chi non sente e ha difficoltà a parlare si ritrova ad essere ultimo tra gli ultimi. Negli ospedali, per esempio, ci sono mediatori culturali di tutte le lingue, arabo, cinese, russo, ma neppure uno che sia specializzato nella lingua dei segni». L'ultima stoccata la riserva però all'assessore regionale alla Sanità Luca Coletto: «Come associazione gli avevamo chiesto di sostituire i vecchi apparecchi telefonici che sono in dotazione ai sordi con dei tablet e degli smartphone. Un'operazione che sarebbe stata a costo zero per la Regione, dal momento che il tutto è a carico dello Stato. L'assessore però ha preso tempo, ci ha detto che doveva consultare il ministero e alla fine non abbiamo avuto alcuna risposta».

Quello di Roselli non sarebbe un caso isolato. Maria Grazia Cavallo, sul profilo Facebook del consigliere regionale del Pd Piero Ruzzante racconta infatti: "Al Busonera faccio la fila, arriva il mio turno e presento la prescrizione del medico di base con il tipo di visita specialistica da prenotare. L'infermiera guarda il computer e prende il telefono. Un minuto dopo, mette giù la cornetta e mi guarda. «Signora mi dispiace ma per quel tipo di visite specialistiche ci vuole troppo tempo, lei deve telefonare ad un numero verde» mi dice. Le rispondo alzando la voce: «Lei si deve vergognare. Dire ad un sordo di telefonare è come dire ad una persona inferma in carrozzella di alzarsi da sola»".

Contro la Giunta Zaia, punta il dito anche Ruzzante: «Per togliere l'addizionale Irpef al 10% dei veneti, quindi alla popolazione più ricca, rinuncia a 130 milioni di euro che in passato andavano al sociale». «In compenso - sottolinea invece il consigliere dell'Idv Antonino Pipitone - non si bada a spese per l'Identità veneta o per le griglie roventi».
Fonte: Il Gazzettino (ed. Padova)
 
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