mercoledì 3 settembre 2014

Il Governo Renzi e la scuola per la disabilità ...


Una scuola che include chi ha più bisogno. Una scuola aperta è una scuola inclusiva anzitutto con coloro che hanno più difficoltà. Per questo sarà importante prestare una particolare attenzione alle politiche di sostegno ai ragazzi che presentano delle disabilità.

L’insegnamento su posti di sostegno è a favore dei bambini e dei ragazzi che presentano disabilità o handicap. La necessità del sostegno viene riconosciuta sulla base della diagnosi fatta da una Commissione medica presso l’ASL. La diagnosi stabilisce se la situazione di handicap è lieve, media o grave. Questo determina l’assegnazione di un docente sul sostegno rispettivamente nel rapporto di 1 a 4 (handicap lieve), di 1 a 2 (handicap medio) o di 1 a 1 (handicap grave) anche sulla base delle valutazioni dei gruppi di lavoro sull’handicap (GLH).

La legge finanziaria del 2007 aveva previsto un tetto massimo nell’assegnazione del contingente sul sostegno, ma la Corte Costituzionale ha riconosciuto nel 2010 il diritto del disabile all’istruzione come un diritto fondamentale. Anche alla luce di questo, con il decreto n. 104 del 2013 è stato previsto un piano triennale di assunzioni per il periodo 2013-2015 che porterà ad un incremento complessivo di circa 26 mila posti di sostegno sull’organico di diritto. Con le oltre 13 mila assunzioni di quest’anno e con le circa 8 mila del prossimo, l’organico di diritto dei docenti di sostegno arriverà complessivamente a circa 90 mila. E tuttavia, ciò ridurrà solo, senza eliminarlo, il divario tra organico di fatto e organico di diritto sul sostegno, che – senza ulteriori interventi – resterà pari a circa 21 mila insegnanti. Alle GAE dovrebbero essere iscritti oggi circa 14 mila persone con la specializzazione sul sostegno.

L’utilizzo di personale specializzato risponde al diritto dell’alunno disabile all’istruzione e alla sua crescita personale e risponde all’esigenza delle famiglie ad avere docenti formati e preparati rispetto alle singole patologie. Anche e soprattutto per il sostegno, il continuo ricorso a supplenze non sembra aver favorito la continuità didattica e il rapporto di fiducia tra i docenti, le famiglie e questi ragazzi che hanno più degli altri bisogno di attenzioni e di insegnamenti specifici.

La possibilità di un organico di sostegno stabile anche tra reti di scuole potrà aiutare a rispondere alle esigenze di garanzia dei diritti degli alunni e di miglioramento dell’organizzazione territoriale dei rapporti con le famiglie.
 
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