sabato 22 giugno 2013

Scuola, Fand e Fish chiedono attenzione: "Vigilare sul rispetto del numero massimo di alunni"

Riunione dell'Osservatorio ministeriale sull'inclusione scolastica degli alunni con disabilità: atmosfera collaborativa fra le federazioni nazionali e il ministero dell'Istruzione. Parole positive sulle disposizioni riguardanti i bisogni educativi speciali  studenti all'uscita di scuola.
Fiducia in un confronto costruttivo con la ministra dell'Istruzione Carrozza e il sottosegretario Rossi Doria, ma anche chiarezza su alcune azioni che devono essere compiute immediatamente in vista del prossimo anno scolastico, ad iniziare da "una stretta vigilanza, sulle direzioni regionali sull'assegnazione del numero di classi alle singole scuole, affinché venga rispettato il tetto massimo di 20, massimo 22 alunni, nelle classi frequentate da alunni con disabilità".
A chiederlo sono Fand e Fish, le due principali federazioni di persone con disabilità, in seguito alla riunione dell'Osservatorio ministeriale sull'inclusione scolastica degli alunni con disabilità, svoltasi il 20 giugno scorso.

Alcune recenti dichiarazioni della ministra Carrozza, scrivono Fand e Fish in una nota - hanno generato, da alcune parti, contestazioni e reazioni negative: il tema è quello degli insegnanti di sostegno (con timori di "tagli") e della futura applicazione delle disposizioni sui BES, i bisogni educativi speciali per affrontare i quali i docenti dovrebbero ricevere una specifica formazione. Fand e Fish hanno espresso apprezzamento per la recente normativa sui BES ispirata alla volontà di porre al centro dell'azione educativa la capacità di inclusione delle istituzioni scolastiche e ritengono che "le contestazioni derivano da una lettura frettolosa delle sue dichiarazioni".

"Obiettivamente - continuano però - vi sono degli elementi di fatto di segno opposto: saranno immessi in ruolo circa 27.000 docenti per il sostegno, sui 38.000 attualmente precari. Saranno poi garantite le nomine dei docenti precari per il sostegno relativamente a tutti gli altri casi di alunni certificati con disabilità. Non potrebbe essere altrimenti: nel 2010 la Corte Costituzionale (Sentenza 80/2010) ha stabilito in modo inequivocabile che il diritto allo studio, e quindi alle azioni di sostegno, non può essere compresso per esigenze di bilancio".

Le due federazioni fanno notare anche altre emergenze e priorità. "Proprio sulla normativa BES - scrivono - è necessario che il ministero precisi meglio le competenze dei Gruppi di lavoro interistituzionali provinciali istituiti e dei Centri territoriali per l'inclusione. Quale ruolo avranno negli interventi a favore degli alunni con bisogni educativi speciali? E come saranno riattivati e potenziati i Gruppi di lavoro per un corretto coordinamento delle politiche locali sull'inclusione scolastica?". Bisogna poi pensare, come detto, alla vigilanza perché sia rispettato il tetto massimo di 20, massimo 22 alunni, nelle classi frequentate da alunni con disabilità: "In tal senso - aggiungono - vanno emanate disposizioni che ribadiscano il rispetto del numero massimo di due alunni con disabilità in ciascuna classe". Inoltre, sottolineano "la formazione e il miglioramento della qualità inclusiva della scuola": Fand e Fish caldeggiano che sia fissato, d'intesa con i sindacati, "l'obbligo di formazione in servizio per tutti i docenti curricolari che hanno alunni con disabilità in classe". "E' in via di approvazione - viene aggiunto - una normativa sull'autovalutazione della qualità della scuola: vanno previsti anche indicatori per valutare la qualità inclusiva di classi e scuole e coinvolte le famiglie degli alunni con e senza disabilità in questa importante valutazione".
Fonte: superabile.it (22 giugno 2013)
 
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