lunedì 26 ottobre 2015

Udito. La voce di mamma e papà percepita anche prima di nascere

Tra la 25ma e la 29ma settimana di gestazione questo senso diventa funzionale. I suoni familiari hanno effetti calmanti sul feto tanto da decelerarne il battito cardiaco. Immergendo la testa sott’acqua ci si può fare un’idea di come i bambini percepiscono i suoni nella pancia della mamma.
Il senso dell’udito diventa infatti funzionale ancor prima di nascere, attorno alla 25-29 settimana di gestazione, con la formazione delle connessioni nervose che legano la corteccia uditiva e la coclea, l’organo presente nell’orecchio interno che trasforma i suoni in impulsi elettrici.

I suoni: dall’interno della pancia sono delicati come la voce umana  
I piccoli cominciano quindi a prendere confidenza con il mondo dei suoni nell’ambiente ovattato del grembo materno, dove i rumori risultano opportunamente attutiti. “Attraverso il liquido amniotico il piccolo recepisce il 40-45% dell’intensità dei suoni, soprattutto quelli a basse frequenze compresi tra i 100 e i 500 Hertz che corrispondono all’incirca alle frequenze della voce umana” spiega il professor Mario De Curtis. 

La voce “calmante” dei genitori può essere sentita fin dal 7° mese di gravidanza  
Le parole di mamma e papà sono ben percepite dai bambini a partire dal settimo mese di gravidanza e alcuni esperimenti hanno dimostrato che, se pronunciate con ritmo pacato e a basso volume, queste hanno l’effetto di decelerare il battito cardiaco del piccolo, che invece accelera nel caso di rumori intensi e grida. Anche se buona parte dei rumori possono essere uditi dai neonati, questi sviluppano gradualmente la capacità di discernerli e identificare la loro sorgente. È solo attorno al quinto mese che i bambini voltano la testa nella direzione corretta da cui proviene il suono. 

Occorre valutare l’udito del bambino nei primi giorni di vita  
Nei primi giorni di vita è importante che sia effettuata una valutazione dell’udito del neonato, per verificare l’eventuale presenza di deficit uditivi e porre in atto precocemente i trattamenti più opportuni per impedire che la sordità possa determinare un ritardo o un mancato apprendimento del linguaggio, oppure un’alterazione dello sviluppo comportamentale del bambino. “Grazie agli avanzamenti della medicina e della tecnologia, oggi è possibile restituire ai piccoli pazienti affetti da sordità un udito molto vicino a quello normale, evitando i conseguenti disturbi del linguaggio, quali il sordomutismo” sottolinea De Curtis. In questi casi è importante che i trattamenti siano comunque effettuati prima ancora che il bambino sviluppi le basi del linguaggio, entro 12-18 mesi di vita. 

Musica classica per i neonati prematuri: favorisce la crescita  
Le voci dei genitori hanno un ottimo effetto sui bambini, ma anche la musica può rivelarsi uno strumento efficace nel calmarli e nel contribuire al loro sviluppo. Una ricerca apparsa sulla rivista Pediatrics, ad esempio, ha dimostrato che l’ascolto della musica classica in un reparto di terapia intensiva può avere un effetto positivo sulla funzione cardiaca e respiratoria dei neonati prematuri, rendendoli più tranquilli e favorendo la loro crescita. La musica in questi reparti si è dimostrata anche utile per diminuire lo stress dei genitori e favorire un buon attaccamento tra la madre ed il proprio bambino. 
Fonte: lastampa.it



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