sabato 31 ottobre 2015

Quanti sono gli stranieri disabili? Dati solo su scuola e lavoro.

Dossier Idos/Unar. Raddoppiati in 7 anni gli alunni stranieri disabili: 26.626 nell'anno 2013/2014. Il 70% accolto in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna Lazio e Piemonte. Poco più di 13 mila gli iscritti al collocamento obbligatorio. L'accesso ai servizi sociali


Quante sono oggi le persone con disabilità di origine straniera in Italia? La domanda resta senza risposta, poiché si tratta di un fenomeno che si conosce ancora poco. Lo sottolinea il Dossier statistico immigrazione 2015 di Idos e Unar, presentato oggi (30 ottobre, n.d.r.) a Roma. Gli unici dati sistematici provengono dalla scuola, oltre ai dati Inps sui beneficiari di pensioni assistenziali.

Alunni disabili stranieri. 
Sono 26.626 nell'anno scolastico 2013/2014 nelle scuole statali e non statali, di tutti gli ordini e gradi, più del doppio di quelli registrati nell'anno scolastico 2007/2008 (11.760): l'11,6% degli alunni con disabilità, il 3,3% di quelli stranieri. Lombardia, Veneto, Emilia Romagna Lazio e Piemonte, da sole accolgono oltre il 70% di questi studenti, mentre Molise, Basilicata, Valle d'Aosta, Sardegna e Calabria restano in fondo alla classifica. 

Nel Mezzogiorno infatti, si registrano le percentuali più basse: dall'1,3% della Campania al 2,9% della Calabria. "Emerge come gli strumenti oggi usati, sia sul piano diagnostico che didattico-pedagogico, non tengano conto della dimensione multiculturale, della mancata o parziale conoscenza della lingua italiana, di una limitata (o diversa) scolarizzazione nel paese d'origine, di stili di apprendimento diversi da quelli tipicamente "occidentali". 

Il rischio è che ci si fermi a "una lettura prevalentemente sanitaria". Alcune ricerche empiriche evidenziano la difficoltà di comunicazione e di coinvolgimento delle famiglie migranti. Pesano le difficoltà linguistiche, la mancata traduzione di documenti importanti, la difficoltà a comprendere il funzionamento del nostro sistema educativo e dei servizi, l'approccio etnocentrico delle diverse figure professionali coinvolte, l'insufficienza di spazi e occasioni per l'incontro e lo scambio, la difficoltà di far dialogare diverse concezioni di disabilità e diversi modelli di presa in carico, la carenza di operatori esperti nei contesti multiculturali. 

"Le famiglie migranti quasi sempre scelgono di stabilirsi in Italia per veder garantiti sostegni e migliori servizi per i propri figli con disabilità. - sottolinea il rapporto - In queste famiglie spesso migrazione, disabilità e povertà sono compresenti, perché convivono problemi di tipo economico e la mancanza di una rete parentale e amicale cui fare riferimento". La scuola rappresenta per queste famiglie un importante punto di riferimento e si trasforma in "un nodo di accesso prioritario al complesso sistema dei servizi del territorio".

Lavoratori stranieri disabili. Gli iscritti agli elenchi provinciali del collocamento obbligatorio al 31 dicembre 2013 erano 13.108, l'1,9% del totale degli iscritti, un numero più che doppio rispetto al 2006 (4.370 iscritti). La distribuzione territoriale segue in linea generale quella relativa alla presenza degli stranieri residenti nel nostro paese: oltre il 67,4% degli iscritti è al Nord, il 28,1% al Centro e il 4,5% nel Mezzogiorno. Nel 2013 si sono registrati 643 avviamenti di cittadini non comunitari con disabilità, pari al 3,5% degli avviamenti totali, nella maggioranza dei casi avvenuti nel Nord-Est del paese (61,3%).

Accesso ai servizi sociali. 
L'unico dato certo di cui disponiamo è quello relativo agli ospiti delle strutture residenziali socio-assistenziali e socio-sanitarie, che, in linea con le informazioni fin qui evidenziate, si riferisce per lo più ai minori, o meglio, ai servizi che se ne occupano: nel 2012 si contavano 338 minori stranieri con disabilità e disturbi mentali (su 2.593, pari al 13,0%), 846 adulti stranieri con disabilità e patologia psichiatrica (su 49.159, pari all'1,7%), 278 anziani stranieri non autosufficienti (su 205.258, pari allo 0,1%).


PER SAPERE DI PIU'

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«La storia non è utile perché in essa si legge il passato, ma perché vi si legge l’avvenire» (M.D’Azeglio)
«Bisogna ricordare il “passato” per costruire bene il “futuro”» (V.Ieralla) 
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"Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità", ideato, fondato e diretto da Franco Zatini